Il Tirreno

Grosseto

Via Moriero, la panchina a Serena

Maurizio Caldarelli
Via Moriero, la panchina a Serena

Colpo di scena: Camilli cambia allenatore per la seconda volta

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 GROSSETO. Il colpo di scena è arrivato nella notte, inatteso e fragoroso: Checco Moriero non è più l'allenatore del Grosseto. Da sabato prossimo ad Ascoli sulla panchina biancorossa siederà Michele Serena (foto), 41 anni, ex mister di Venezia e Mantova.  Solo in giornata scopriremo i contorni di questo secondo avvicendamento al timone della squadra (dopo la sesta giornata era stato esonerato Luigi Apolloni) maturato al termine di un faccia a faccia tra Moriero e Camilli. Di certo c'è solamente il fatto che presidente Camilli non ha digerito la brutta sconfitta sul campo dell'Atalanta, maturata a causa di due errori importanti, contro una grande corazzata. Un ko che relega la squadra al sedicesimo posto della classifica di serie B, con un solo punto di vantaggio sulla zona playoff. In quattro anni di serie B, i maremmani non avevano mai finito con un bottino di soli 22 punti. Che ci fosse qualcosa che non andava lo si era capito nel pomeriggio, quando Moriero non si era presentato all'appuntamento con la stampa. «Ha dovuto anticipare un incontro già programmato con il presidente», è stata la spiegazione del direttore generale Scalone e del diesse Imborgia, che ha dovuto intrattenere la stampa. L'incontro c'è stato e si è concluso con la decisione di affidare la squadra ad un tecnico che il Comandante stima e che ha scelto personalmente. Serena dirigerà il primo allenamento nel pomeriggio, dopo aver incontrato la squadra al mattino. Confermata la partenza anticipata per Ascoli, spostata solo di alcune ore. Serena arriva in Maremma dopo l'esperienza purtroppo non felice sulla panchina del Mantova, retrocesso in Prima divisione. Il neoallenatore biancorosso era approdato in Lombardia grazie alla miracolosa salvezza conquistata a Venezia.  «Contro l'Atalanta - aveva detto il ds Imborgia commentando con la stampa la partita di Bergamo - sono venuti fuori i difetti, contro una squadra che però non fa parte di questa categoria e che è più forte di Novara, Siena o Torino e addirittura migliore della squadra bergamasca che l'anno scorso disputò la serie A. Ed erano senza Ruopolo e con Doni in panchina».  Imborgia manifesta però tutta la sua insoddisfazione per il rendimento della squadra e sprona la squadra a dare il meglio: «Abbiamo commesso due errori - sottolinea - ma loro potevano fare anche di più. La trasferta è stata negativa, non tanto per il risultato, quanto per il comportamento: qualcosa in più dovevamo fare».  Ma il posticipo di lunedì è in archivio. Imborgia guarda avanti: «Il mercato è ancora lungo, ma questo è il gruppo che abbiamo scelto. E' il momento che i ragazzi scendano in campo pensando di dare continuità al gioco ed ai risultati, per lungo tempo».  «E' l'ora di prendersi le responsabilità - prosegue il direttore sportivo - I giocatori non sono in discussione, hanno tutti i motivi per andare in campo e dare il massimo.  Dobbiamo cambiare strada.  Le gare con Crotone e Atalanta sono brutti segnali».  Oggi la squadra lascerà la città per andare in ritiro, con l'obiettivo di presentarsi al "Del Duca" di Ascoli il più tranquillo possibile: «A parte che la classifica dell'Ascoli è bugiarda - ha aggiunto - ma la partita è alla nostra portata, a patto che scendano in campo vogliosi, attenti e con la rabbia in corpo».

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