La manifestazione
Nella classifica femminile
Giannetti quinta il podio è vicino
Massimo Galletti
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GROSSETO. La Dakar 2011 è arrivata ormai ha metà del suo percorso. La gara sudamericana si sta rivelando ancora più dura della precedente edizione. Sopratutto per i piloti italiani, decimati dalle cadute e dalle rotture dei mezzi meccanici. Resistono e continuano a scalare la classifica generale Silvia Giannetti e Fabrizio Mugnaioli che chiudono con una brillante 80ª posizione la prima e 79ª il secondo. I due maremmani hanno un solo obbiettivo: quello di arrivare il 16 gennaio al traguardo di Buenos Aires, ma non sarà facile. L'organizzazione ha deciso di aumentare i chilometri delle tappe speciali e in media i partecipanti alla corsa sudamericana, rimangono dalle due alle tre ore in più in sella ai loro mezzi meccanici. Il circo della Dakar si è spinto fino al confine con il Perù e adesso ha ripreso il viaggio di ritorno, passando per il Cile per fare rientro in Argentina, fino alla sua conclusione. Si riparte verso sud, sulla costa, attraverso Antofagasta, Copiapo, con tappa ad anello, e il 12 si rientra in Argentina passando dalla terribile Fiambala, la ventosa. Silvia nel frattempo è quinta nella speciale classifica riservata alle donne, dove la svedese Annie Sell, continua a farla da padrona, anche se nella tappa di ieri è stata protagonista di una brutta caduta, finendo in un crepaccio, che però non ha compromesso le sue ambizioni di vittoria. La Giannetti invece è a pochi minuti dalla Maier che la precede in classifica. La grossetana potrebbe attaccarla nelle prossime tappe, cercando di arrivare sul podio, che vede la Poll seconda e la spagnola Sainz terza. A parte i soliti problemi fisici, dovuti alle tante ore in moto, tutto sta procedendo per il meglio. Mugnaioli ha risolto il problema della guarnizione della testa della sua Ktm che continuava a buttare fuori olio, anche se dal punto di vista fisico sta stringendo i denti, ricordiamo che è partito con il grosso problema dovuta alla frattura subita alla gamba destra ad un mese dal via della competizione. Silvia non molla e il morale è piuttosto alto. Le prossime tre tappe saranno quelle più massacranti perché le più lunghe e difficili. I partecipanti alla Dakar, dovranno percorre terreni che cambieranno repentinamente, passando dalla sabbia, alle pietre.
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