Attenzione
Vai Grifone, provaci senza paura
Paolo Franzò
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MISTER Francesco Moriero A Bergamo (ore 20,45) l'ultimo match prima del giro di boa
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GROSSETO. Dunque ci siamo; alle 20.45 di stasera il Grifone riparte e lo fa su un campo lontano, blasonato e complicato, come quello dell'Atalanta. E' una prima assoluta nella storia dei campionati, ma la classifica delle due squadre non consente voli di fantasia. Da una parte, la voglia di primato e di titolo d'inverno dei bergamaschi che, se vincono, agganciano il Novara in testa. Dall'altra, la disperazione (sportiva, s'intende) dei maremmani che cercano l'impresa, per smentire tutti i pronostici avversi degli ultimi giorni. Sulla carta infatti in pochi scommettono sui maremmani. Piuttosto, in molti si chiedono se sarà Doni a sfoggiare l'ennesima esultanza in posa, o il "Tir" (Tiribocchi) a suonare il clacson una volta ancora. Inutile far finta di nulla; di fronte, i maremmani si troveranno una vera e propria corazzata. Forse ancora più forte di quel Siena che demolì i biancorossi nel derby. Il tutto, in un momento di transizione vera e propria. Fa bene Moriero a dire di non essere distratto dal mercato che gli ruota attorno. Ma è altrettanto evidente che esso in un modo o nell'altro, influirà sul risultato finale. Il Grosseto è un cantiere a cielo aperto, tra chi va e chi arriva e, purtroppo, questa sera il tecnico dei biancorosso potrà contare solo su due delle nuove pedine al suo servizio; Papa Waigo e Giallombardo. Il primo ancora non al top della condizione, il secondo dentro "per forza", vista la squalifica di Mora. Defendi ci sarà per Ascoli, Sforzini forse, Teuber a fine mese. Melucci, Greco e Statella neppure sono partiti e di fatto sono in uscita. Subotic, Sereni e Bondi, sono già storia. Con Consonni al palo per almeno 3 mesi e Allegretti in cabina di regia, dopo che pure lui pareva destinato ad altri lidi, si capisce facilmente che una gara, già difficile in condizioni normali, questa sera diventa un vero e proprio Everest da scalare. Ma il calcio è pur sempre uno sport e come tale, nella sua storia ultra centenaria, racconta di tante imprese memorabili. Ragion per cui, quando Moriero ricorda che si parte pur sempre da 0-0 e si gioca pur sempre in 11 contro 11, ha perfettamente ragione. Adesso, si tratta di dover tradurre in fatti la voglia di ribaltare il pronostico e per farlo, non basterà una partita gagliarda. Servirà anche accortezza tattica e gamba. Ci sarà lavoro in mezzo al campo per Vitiello e Allegretti e anche gli esterni dovranno dare una grossa mano in fase difensiva. Caridi può essere l'uomo determinante in fase d'attacco. Ma soprattutto, ci vorrà un'attenzione totale, specie nelle palle inattive, per tutti i 90', evitando comunque inutili barricate. Non è tuttavia la gara della svolta, ma solo un passaggio. Da onorare al meglio. L'ultimo, prima della volata di ritorno. Quella sì, con tutti i nuovi in campo, senza più alibi. A caccia di una salvezza che vale quanto una promozione.
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