Il Tirreno

Grosseto

«Giocare bene, giocare con serenità»

Pierluigi Sposato
<b>PRIMO ALLENAMENTO </b>Andrea Giallombardo tiene sotto controllo Ndyaye Papa Waigo
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PRIMO ALLENAMENTO Andrea Giallombardo tiene sotto controllo Ndyaye Papa Waigo

Il ds Antonino Imborgia racconta: ecco il Grosseto che ho in testa

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 GROSSETO. Disincantato, pratico, diretto, motivatore. Con un obiettivo in testa: «Giocare bene, giocare con serenità». Antonino Imborgia racconta il Grosseto che ha in testa, quello che ha concordato con Piero Camilli per il mercato di riparazione che oggi comincia ufficialmente.  Entrate, uscite, equilibri. «Non credo nelle rivoluzioni - dice rispondendo a una domanda nel corso di un lungo incontro con gli organi di informazione - Ci sono tanti giocatori nuovi della categoria in questo Grosseto: non per questo motivo sono scelte sbagliate. Per me la parola "scommessa" non è adatta al calcio. I giovani sì, ci vogliono, ma occorre capirli per non ammazzarli, occorre farli crescere con calma, senza l'assillo della prestazione massimale. Se uno la pazienza non ce l'ha, però, deve fare altre cose». E questo è il caso del Grosseto. Capitolo giovani. Imborgia fa i nomi, per farsi capire meglio, senza puntare il dito contro nessuno. Anzi, ha toni pacati, da padre di famiglia, da valorizzatore oculato di talenti. Si parla di Alessandro, Giovio, Guidone, Asante. «Asante ha bisogno di crescere - dice - Non può essere ritenuto titolare in B. Ciò non vuol dire che il prossimo anno non lo possa disputare in serie A. Forse Camilli in questi ultimi giorni avrà cambiato idea su di lui», aggiunge riferendosi agli elogi rivolti qualche tempo fa dal presidente al giovane Primavera, ricordatigli dai giornalisti. «E se dico queste cose è perché ne ho parlato con il presidente», chiarisce Imborgia.  Errori. Imborgia definisce il suo predecessore Andrea Iaconi «un caro amico che l'anno scorso ha lavorato bene» e dichiara di non sapere quali errori siano stati commessi prima del suo arrivo: «Io non c'ero». E comunque non riesce a utilizzare compiutamente la parola "errori": «Siamo a +4 dalla zona retrocessione. Dipende dall'interpretazione che si vuol dare della situazione».  Gli esterni. Adesso, c'è da rimboccarsi le maniche. Anzi, Imborgia se le è già rimboccate: le partenze di Sereni e Bondi, gli arrivi di Papa Waigo, Giallombardo e Defendi. «Moriero? Certo che cerchiamo di accontentarlo! Era scontato. Lo vedete chi abbiamo preso? Tutti esterni: sono loro a dare freschezza e capacità di saltare l'uomo, elementi determinanti nel calcio di oggi». Il calcio di oggi è quello di ieri, per Imborgia: «Quando c'è un calcio di rigore, si guarda, non è che ci si gira per scaramanzia! Fortuna, sfortuna, sì... Ma non mi vedrete mai a gettare il sale dietro la porta...», sorride.  La mediana. Due acquisti in attacco, uno forse ancora in difesa per un'alternativa sulla fascia destra, due a centrocampo: «Consonni purtroppo deve fare un consulto per il suo problema al tendine. E non sappiamo cosa succederà. Non so se sarà necessario un intervento. So soltanto che lui per questo motivo non si è potuto allenare con regolarità. E nel calcio se non ti alleni non puoi giocare a pallone».  La rotta. Ma gli obiettivi cambiano in corsa? «Non si possono cambiare a gennaio. Dobbiamo giocare bene e trovare serenità. Voglio trovare una salvezza combattiva. Io mi auguro che si riesca subito a trovare gli equilibri con i nuovi arrivi».  La competizione. Tuttavia, Imborgia vede con favore una sana competizione all'interno della squadra: «È una tragedia se sette elementi sanno di giocare sicuramente».  Il cileno. Tre arrivi più uno, quello del cileno Samuel Teuber: «Non lo conosco direttamente, ho visto i filmati. Devo vederlo dal vivo prima di esprimere un giudizio».  Le cifre. Camilli ha sempre detto che ha guardato al mercato, a ogni mercato, senza fare pazzie: che mercato sarà questo? «Un mercato che economicamente inciderà, senza dubbio. Con me Camilli non ha parlato mai di un budget. Però sia chiaro: io non sperpero il denaro altrui. Cerco l'equilibrio tra la resa tecnica e la resa economica. Ecco, diciamo anche che a me piace costruire squadre con giocatori più giovani: ma ora qui non c'è l'opportunità. In seguito, vedremo...»  Ancora a proposito di ingatti e stipendi: «La Fiorentina paga molto dello stipendio di Papa Wiago. Defendi è un giocatore che guadagna come un normale giocatore di serie B. Giallombardo ha fatto carte false per tornare a giocare qui. E comunque non è, con tutto questo, che Camilli spenda poco. Ve lo assicuro».  Retroscena. «Quando ci siamo seduti - racconta Imborgia - Papa Waigo mi aveva detto che non veniva a Grosseto. La Fiorentina aveva tutto pronto, aveva dato subito l'ok. Ma lui no. Dopo un'ora e mezzo ha detto sì. E oggi (ieri, ndr) ha firmato».

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