Il Tirreno

Grosseto

L’intervista. Il terzino Giallombardo torna dopo otto anni e mezzo

Una trattativa lampo

Maurizio Caldarelli
<b>DA AVVERSARIO</b> Andrea Giallombardo allo Zecchini con la maglia dell&#146;Ascoli
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DA AVVERSARIO Andrea Giallombardo allo Zecchini con la maglia dell’Ascoli

«Ci ho messo solo cinque minuti per dire sì»

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 GROSSETO. «Non me l'aspettavo, è stata una trattativa lampo, durata solo tre giorni, ma ci ho messo cinque minuti per decidere: una telefonata per avvertire mia moglie e poi ho detto sì». Andrea Giallombardo racconta l'operazione che lo ha riportato in Maremma dopo 8 anni e mezzo.  «Arrivai a Grosseto il 12 agosto 2002 e me ne andai il 31 luglio dell'nno dopo, destinazione Catania», ricorda l'esterno sinistro originario di Roma.  Com'è nato questo ritorno alla corte di Camilli?  «Mi ha chiamato il procuratore la sera del 28 dicembre. Una telefonata graditissima. Ad Ascoli ho passato tre anni e mezzo bellissimi, sono sempre andato d accordo con tutti, ma forse era arrivato il momento di cambiare aria, di trovare nuovi stimoli».  E questo trasferimento gliene dà?  «Eccome! Se c'era una squadra in cui sarei tornato di corsa, era il Grosseto. Negli anni scorsi avevo sentito parlare di un interessamento nei miei confronti, ma non c'erano stati contatti».  Cosa prova adesso?  «Sono contentissimo. A Grosseto ho lasciato tanti amici, con i quali mi sento ancora. La gente mi voleva bene e me lo ha dimostrato ogni volta che sono tornato allo Zecchini da avversario».  «Quella di Grosseto - prosegue Andrea Giallombardo - è stata una stagione fantastica, fondamentale per la mia carriera. Sarò sempre grato al presidente: venivo da una stagione sotto tono a Viareggio e in maglia biancorossa mi sono rilanciato ed è stato un trampolino di lancio per palcoscenici ben più importanti».  Nel 2002 Andrea era un ragazzo, sua moglie era solo un amica d'infanzia; nel 2011 ha trent'anni ed esperienze importanti alle spalle: «La voglia è la stessa di nove anni fa. Ho avuto una carriera importante, ma voglio continuare, disputando almeno altre sei stagioni a buoni livelli».  Di questi nove anni cosa ricorda più volentieri?  «Sicuramente l' esordio in serie A con la maglia del Livorno, l'11 settembre 2004, alla prima di campionato. Giocavamo a San Siro, contro il Milan. Avevo di fronte Cafu: prima dell'inizio temevo di essere schiacchiato, ma alla fine me la sbrigai molto bene. Sempre in quella prima stagione nella massima serie, non potrò mai dimenticare l emozione provata nel trovarmi di fronte la Roma, la mia Roma».  Oggi pomeriggio per Giallombardo si apre un nuovo capitolo. Si presenterà agli allenamenti per preparare la terribile trasferta di lunedì 10 a Bergamo. La squalifica di Nicola Mora lancerà probabilmente il terzino romano subito in prima linea, con una maglia da titolare: «Sono pronto a scendere in campo, sono in ottima condizione. La concorrenza con Mora sarà leale, non vengo a rubare il posto a nessuno, ma solo per dare una mano a questa squadra e confermare la bella impressione che avevo lasciato di me da queste parti».  Ha visto il Grosseto?  «L'ho affrontato da avversario alla prima di campionato, ma non posso dare giudizi. Ho poi visto le sintesi delle partite».  Giallombardo ritrova tre ex compagni di Ascoli, Vitiello, Soncin e Melucci. E Moriero?  «Lo conoscerò al primo allenamento».  Cosa promette?  «Niente, spero che anche grazie a me il Grosseto possa tornare protagonista. Posso comunque garantire tanta grinta e generosità».

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