Sicurezza
Abruzzese sogna lo sgambetto
Maurizio Caldarelli
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AL CROSS. Lex biancorosso Giuseppe Abruzzese L'ex difensore biancorosso: «Corini ci ha dato sprint Proveremo a migliorare la classifica dello scorso anno»
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GROSSETO. Beppe Abruzzese ha giocato da avversario a Grosseto il 27 febbraio scorso, ma anche stavolta il pensiero del difensore centrale, biancorosso per due stagioni (con 63 presenze e due reti) torna a quella sfida del 12 giugno 2009 al Picchi di Livorno. «Come faccio a non pensarci? Se vincevamo quell'incontro, andavamo in serie A. La squadra ci credeva e tanto». Abruzzese uscì di scena al 46' del primo tempo dopo due ammonizioni. «Ingiuste - racconta - Il primo giallo me lo estrasse per aver detto a Filippini "Alzati", dopo una simulazione. Il rosso arrivò perché toccai il pallone con le mani cadendo a terra per una spinta di Diamanti». «E da lì iniziò la nostra immeritata sconfitta», si rammarica Abruzzese, che sabato cerca di fare il bis dello scorso anno allo Zecchini. «Forse il 4-0 fu pesante per il Grosseto - dice - ma il Crotone disputò un'ottima partita. Dopo aver sofferto una buona partenza dei maremmani, che colpirono anche una traversa, fummo bravi a sfruttare ogni occasione capitataci». E stavolta che partita sarà? «Mi auguro bella, innanzitutto. Entrambe le formazioni hanno interesse a vincere per muovere la classifica e per trascorrere un Natale sereno». «Noi - aggiunge - siamo in discreta condizione. Da una quindicina abbiamo un nuovo mister, Eugenio Corini, che ha un'idea di calcio diversa dal suo predecessore, Leonardo Menichini. Corini ha dato più vivacità alla squadra, con un modulo diverso. Personalmente mi sto trovando benissimo». Con quale spirito salire in Toscana? «Siamo una squadra giovanissima, che punta alla salvezza. Sarà difficile migliorare la classifica dello scorso anno, ma ci proveremo». Ha visto giocare il Grosseto? «No, non seguo il calcio; gli dedico il tempo per gli allenamenti ed i ritiri, poi mi concentro sulla mia famiglia. Sappiamo comunque che sarà affamato e cercheremo di fargli ancora una volta lo sgambetto».
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