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ISGREC Rocchi Oggi la "conferenza di organizzazione" dell'Isgrec In cerca di strategie per la sopravvivenza di chi studia
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GROSSETO. Fare il punto dell'attività in corso in una congiuntura delicatissima per gli enti culturali, partendo però dalla convinzione che proprio nei momenti di crisi il rischio più grosso è di chi si ferma. Nasce così la conferenza di organizzazione dell'Istituto storico grossetano per la Resistenza e l'età contemporanea che si tiene oggi nella Sala Pegaso in Provincia. L'Isgrec ha invitato alla conferenza gli assessori alla cultura di Comune e Provincia, i dirigenti dell'Ufficio scolastico provinciale e delle scuole, gli enti e associazioni che operano in ambito economico e sociale, i soggetti pubblici e privati che collaborano con l'istituto su specifici progetti, rappresentanti dell'Istituto storico della Resistenza in Toscana e della rete Insmli (Istituto nazionale per la storia del movimento di Liberazione in Italia), gli assessori e i dirigenti di settore della Regione Toscana e la Soprintendenza archivistica regionale. La conferenza di organizzazione si articola in due momenti: stamani dalle 10 alle 13,30 il presidente Adolfo Turbanti e la direttrice Luciana Rocchi apriranno il dibattito degli intervenuti con il sindaco di Grosseto Emilio Bonifazi, il presidente della Provincia Leonardo Marras e il vicepresidente Insmli Claudio Dellavalle. Dalle 15 alle 17,30 il dibattito prosegue invece tra i soci, i membri del consiglio direttivo e del comitato scientifico. In diciotto anni di vita l'Isgrec ha sempre moltiplicato le sue attività e le sue reti di relazioni malgrado le difficoltà di far fronte agli impegni conseguenti e ha investito molto nella formazione di neolaureati che sviluppano competenze straordinarie nelle discipline su cui l'istituto lavora ma hanno poi scarse speranze di trovare impieghi coerenti con esse. «Godiamo di risorse eccellenti - osserva Luciana Rocchi - ma patiamo l'angoscia della loro e della nostra precarietà. Pensiamo che siano, e che l'istituto stesso sia, una risposta per quella crescita di cultura universalmente auspicata ma nei fatti ostacolata da scelte politiche in controtendenza rispetto a ciò che avviene in Europa». S.L.
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