Il Tirreno

Grosseto

Il Grosseto si sta alzando dal letto

Paolo Franzò
<b>MEDICINA.</b> Luis Maria Alfageme
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MEDICINA. Luis Maria Alfageme

Alfageme e Caridi sono i nomi delle recenti medicine del Grifone

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 GROSSETO. Ci sono delle cose che sono accadute nella prima parte di questa stagione che non sapremo forse mai, a meno che il presidente o l'ex ds non decidano di volerle raccontare. Gli attori sono, ovviamente, Piero Camilli e Andrea Iaconi. La loro separazione (consensuale?) lascia aperti molti punti di domanda, ma per adesso come risposte, abbiamo solo i «non mi va di parlare di certe cose» di Camilli e il «ne parleremo più avanti» di Iaconi che però continua a rimandare il racconto della sua versione dei fatti. L'impressione è che mai nessuno ne parlerà più di tanto. In fondo, i due s'erano stimati molto in precedenza e forse a conti fatti, mettere in piazza i panni sporchi (laddove ce ne fossero) non giova a nessuno. Il "recupero" di un giocatore come Alfageme è in questo momento l'emblema in carne ed ossa di una gestione precedente, in evidente disaccordo. Di sicuro, non si capisce come mai il posto libero nella lista dei 19 sia stato lasciato tale così a lungo, dal momento che mai si è affacciato uno svincolato di valore alla finestra biancorossa, eccezion fatta per quel Cupi, passato come una meteora sul prato del Palazzoli. Ad Alfageme va invece ascritto l'indubbio merito di aver sopportato il tutto con grande professionalità. Tanto da sapersi far trovare pronto nel momento più caldo della stagione.  In buona sostanza possiamo dire che il Grifone è una sorta di malato che prova ad alzarsi dal letto. I primi passi, dopo la guarigione, paiono quelli giusti ed è chiaro che non è il solo Alfageme il nome della medicina di queste ultime giornate. Va aggiunto quello di Moriero che è passato in pochi giorni dall'avere quasi il benservito in tasca, ad un recupero della baracca a dir poco sorprendente. Allenamenti spesso a porte chiuse, chiarimenti nello spogliatoio, faccia a faccia con i giocatori che si son messi tutti al servizio della causa e del tecnico salentino. Fine delle gerarchie; nello spogliatoio adesso si rema tutti dalla stessa parte, alla pari i più giovani con i senatori.  Oddio, il Grosseto non era una squadra spettacolare prima di Trieste e non è diventato il Barcellona adesso. Il recupero di un talento puro come Caridi è un'altra delle medicine. Ma è la voglia di emergere di gente come Alessandro, lo stesso Alfageme e Guidone la vera molla che spinge avanti questa squadra che in certi reparti rimane modesta, ma che adesso sa sopperire a queste carenze, con la disponibilità (aspetto sottolineato proprio da Moriero).  Così, Caridi diventa un pendolino che si muove su tutta la zona offensiva, da destra a sinistra, sino all'ultima goccia di sudore che lo porta all'inevitabile cambio. Alfageme lo troviamo pure a coprire, malgrado le evidenti lacune, pronto subito a ripartire e incendiare la fascia, portando a casa corner e punizioni in quantità. In mezzo, è l'ora dei due mediani: Asante e Vitiello. Una coppia tutta sostanza. Mancherebbe l'uomo dell'ultimo passaggio, quello che sa anche vedere il movimento delle punte. Ma in attesa di riavere Allegretti, o Consonni (ci risiamo con le solite voci di un possibile addio), da quelle parti gli avversari non sfondano più, salvo le solite amnesie (leggi il gol di Mazzarani).  Adesso, si va Reggio Calabria, dove nessuno è mai passato quest'anno ma il fieno messo in cascina è roba preziosa per l'inverno. In attesa di quel che porterà Babbo Natale Camilli.

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