Il Tirreno

Grosseto

Segnali di ripresa in casa Grifone

Paolo Franzò
<b>SFONDAMENTO.</b> Andrea Soncin cerca la porta
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SFONDAMENTO. Andrea Soncin cerca la porta

Migliorata la fase difensiva, occorre lavorare sulla linea mediana

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 GROSSETO. Poco più di un quarto di campionato e, finalmente, s'intravede qualcosa di buono per il Grifone. Paradossalmente tutto ciò all'indomani di una sconfitta (a Genova) e di un pari interno (quello col Livorno).  Segnali comunque importanti giungono da una squadra che, prima della gara di Coppa Italia, aveva spesso fatto storcere il naso, ma anche preoccupare, circa le proprie capacità di ripresa. Il Genoa che deve aggrapparsi a Luca Toni per far fuori i torelli a soli 2' dai calci di rigore.  Il Livorno che, in superiorità numerica, non solo non riesce a far suo il match, ma rischia anche di perdere la partita. E tutto questo, badate bene, in un momento di estrema difficoltà per il tecnico Moriero. Caridi, Turati, Consonni e all'ultimo anche Federici out per infortunio.  Nel derby, fiducia a molti di quelli di Genova (più che giusto), ripagata dalla prestazione dei ragazzi sul campo. Certo che tanta abnegazione spesso non è accompagnata da altrettanta lucidità ed ecco i tanti errori e le tante palle perse, soprattutto nel primo tempo, soprattutto nella zona nevralgica del campo: la mediana.  E' qui che c'è tanto da lavorare per il tecnico biancorosso. Convincere i propri giocatori a giocare con maggiore tranquillità, credere nei propri mezzi, ma anche giocare più in velocità. Non appena la manovra rallenta, infatti, anche col Livorno il Grosseto ha rischiato ed è andato in difficoltà. Serve più sveltezza, mentale prima e coi piedi poi. Anche perché è sempre la testa a comandare le gambe e le idee che ancora mancano, soprattutto in fase di costruzione e finalizzazione offensiva. Meglio però, molto meglio, la fase difensiva. Sia a Genova che col Livorno. Si deve continuare su questo solco appena tracciato, dimenticando Padova, dimenticando Pescara. Virando adesso su Cittadella, finalmente senza un altro turno infrasettimanale, dopo 2 settimane durissime, con la consapevolezza e la convinzione di poter finalmente centrare la prima vittoria esterna stagionale. Non perché i veneti siano ultimi in classifica, quanto perché perdere ancora in trasferta, farebbe accorciare la classifica in maniera allora sì preoccupante. Certo, giocare senza gli infortunati di cui sopra (anche Federici, stirato, non è recuperabile prima di 3-4 settimane), più le squalifiche in arrivo per Iorio e Asante, riduce ancor di più il numero dei disponibili per Moriero.  Ma lo spirito della squadra, del gruppo, lo abbiamo ammirato soprattutto in questo momento di difficoltà. Tra i tanti, scegliamo Papini che dopo una stagione tormentata dagli infortuni, inizia a far vedere il meglio di se. Centrocampista completo, in un reparto che per qualità è senza dubbio tra i migliori dell'intero torneo. Adesso, il tecnico sa di poter contare anche su giocatori come Bruscagin, come Palombi e volendo anche Subotic che dalla formazione Primavera manda il quarto squillo ad una prima squadra che ancora cerca il suo centravanti. In uno shaker che ha già "frullato" Guidone, Soncin, Giovio e Greco nel ruolo di prima punta. Forse manca solo l'ultima prova. Prima di gennaio. Prima dei rinforzi che arriveranno.  Ma prima di allora ci sono ancora 9 gare a disposizione di questo organico che sta crescendo e che se saprà far di tutto. Se saprà fare il proprio meglio, forse non avrà neppure bisogno di tanti ritocchi.

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