Il Tirreno

Grosseto

Caporetto biancorossa sull'Adriatico

dall'inviato Pierluigi Sposato
<b>RIGORE.</b> Il fallo di Narciso su Ganci. L&#146;avversario cade l&#146;arbitro indica il dischetto
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RIGORE. Il fallo di Narciso su Ganci. L’avversario cade l’arbitro indica il dischetto

Il Grifone sepolto da 4 gol, non bastano Freddi e Allegretti

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 PESCARA. Addio continuità. Addio sogni di risalita. Addio desideri di chiudere almeno imbattuti una trasferta: dopo il pari di Sassuolo - e parliamo della 2ª giornata - sono solo batoste e purtroppo di gravità crescente. A Pescara è un'autentica Caporetto. Quattro gol contro due segnati rimettono in crisi il Grifone dalla difesa rinnovata ancora una volta, a causa del risentimento occorso a Iorio, compensato del rientro di Mora con lo «sconto» della squalifica.  Passano poco più di 7' e il Grifone va in vantaggio. Punizione dalla destra di Bondi, parabola recapitata sulla testa di Freddi che da metà area schiaccia dove Pinna non può arrivare. Un vantaggio arrivato con il Pescara in 10 a causa della momentanea uscita di Petterini infortunatosi al volto. Da questo momento in poi c'è solo il Delfino: scollamenti tra i reparti favoriscono la manovra biancoceleste, con inserimenti profondi, superiorità numeriche ripetute, conclusioni. Non serve scambiare di fascia Alessandro con Bondi. Cascione (20') e Gessa (23') fanno le prove generali prima che Narciso compia il miracolo (29') ed eviti la capitolazione su un tocco sotto misura di Ganci imbeccato da Verratti. Il gol è maturo e arriva puntuale: scorribanda di Gessa da corridoio accentrato, prolungamento per Ganci che cade sull'intervento di Narciso: per Giacomelli è rigore ed è difficile dargli torto. Lo stesso attaccante 29enne va sul dischetto e spiazza il portiere maremmano per l'1-1. Non è finita: la pressione del Pescara è schiacciante. Porta il nome di Sansovini che di testa e di piede al volo non inquadra di poco la porta. Al 46' il patatrac del 2-1: Bondi in fase di copertura sradica ingenuamente il pallone dai piedi di Melucci pronto al rinvio e abbatte Micco in area. È di nuovo rigore. Ganci si ripete e fa secco Narciso dalla parte opposta. Due a uno. In 45' praticamente nessuna azione costruita dal Grifone, con Guidone incapace di portare insidie e Soncin troppo lontano sia da lui che dalla mediana. L'unico conto che aumenta in casa Grifone è quello dei cartellini gialli.  Anzi, a inizio ripresa aumenta anche il passivo: l'ex Sansovini firma la vendetta resistendo a Federici e scartando Narciso per il 3-1. Cosa c'è da perdere? Ecco allora la rivoluzione, tra il 7' e l'8': fuori Soncin e Bondi, dentro Greco e Allegretti. Non cambia nulla però, perché Narciso deve metterci un'altra pezza (9') su Verratti. L'avanzamento di Vitiello e l'appagamento del Pescara producono un pizzico di pericolosità biancorossa, anche se Allegretti (17') si vede deviare da Pinna l'unico tiro in porta della ripresa. E sul corner, Federici sbaglia da due metri. Di Francesco capisce e innesta forze fresche, prima Bonanni e poi Soddimo. Già, proprio lui che al 28' serve a Sansovini il pallone della definitiva Caporetto biancorossa: la girata appena dentro l'area è imparabile. Come è imparabile la punizione di Allegretti che al 49' riesce solo ad alleggerire un passivo purtroppo memorabile.

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