Attenzione
La società rassicura e domani prima di campionato a Pordenone
Torneo al via nel caos
Michele Nannini
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CAPITANO. Largentino Mariano Velazquez Il team chiede garanzie economiche, tifosi scontenti
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FOLLONICA. Ad un giorno dall'inizio della serie A1 ci vorrebbe già un libro per raccontare il travagliato inizio di stagione di Banca Etruria Follonica. Domani, a Pordenone, prenderà il via il campionato degli azzurri ma gli animi non sono certo fra i più sereni. Le ormai quotidiane manifestazioni di una parte consistente del tifo organizzato, che fra scritte sui muri ed incursioni al palasport ha ormai ben chiarito quale sia il proprio pensiero, ovvero le dimissioni del presidente Costagli, si accompagnano adesso anche alle preoccupazioni dei giocatori del Golfo, che stanno vivendo sulla loro pelle una situazione impensabile fino a pochi mesi fa. Il gruppo a disposizione del tecnico Sucarrats chiede alla società, ma non è certo notizia di queste ore, garanzie precise sul prosieguo della stagione. Dalla firma dei contratti al rispetto delle scadenze economiche, un pizzico di malumore comincia a serpeggiare nonostante le ripetute rassicurazioni fornite dal presidente azzurro, che appare da qualche settimana sempre più solo a gestire i rapporti con la squadra e la città. Con il campionato alle porte, e con i primi risultati sportivi che sono stati tutt'altro che deludenti, basterebbe davvero poco per mettere per lo meno i giocatori ed il tecnico nelle condizioni di pensare solo ad allenarsi e a giocare, magari affiancati da un gruppo di dirigenti in grado di gestire la stagione di A1 senza rischiare brutte figure. La sfida di domani darà già una prima risposta sulle intenzioni della squadra, per capire come si snoderà il resto della stagione non resta che vivere quasi alla giornata, fra giocatori che chiedono le spettanze della scorsa stagione e sponsor che si stanno tirando indietro l'uno dopo l'altro. A parte infatti la confermata partnership economica con Banca Etruria (che dovrebbe essere pure stata ridotta rispetto allo scorso anno), stanno venendo a mancare numerosi piccoli e medi sponsor, proprio quelli su cui Costagli voleva fare affidamento per evitare la totale ed unica dipendenza da una sola azienda sponsorizzatrice. Ma anche questo progetto sembra destinato ad arenarsi.
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