Il dolore
Il presidente Camilli non va per il sottile: pagate care le distrazioni
«Tre errori da cretini»
Maurizio Caldarelli
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PRESIDENTE. Camilli sugli spalti con Amore e Scalone «Qualcuno pensa di campare di rendita, non è così»
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PADOVA. «Abbiamo perso contro una squadra al momento più forte di noi, ma i gol sono arrivati su tre errori inammissibili». Il presidente Piero Camilli analizza con sportività la sconfitta subita ieri all'"Euganeo" di Padova. Non è nemmeno tanto arrabbiato, casomai demoralizzato, per il modo in cui è arrivata la quarta sconfitta (la terza esterna) di questo campionato. «Nel primo tempo - sottolinea Camilli - la squadra non è andata male. Ma è stata condanna per due ingenuità, per due errori di supponenza. In occasione del primo gol abbiamo perso palla ed il Padova ci ha infilato, con una palla che è passata in mezzo alla difesa. Nel secondo gol Consonni si è fatto togliere palla a centrocampo, permettendo agli avversari di andare diretti verso la porta. Nell'occasione del terzo gol Freddi ha stoppato di petto, mettendo la palla nei piedi dell'attaccante locale». Il patron maremmano, che al termine della gara di ieri pomeriggio si è trattenuto a lungo con il direttore generale Alessandro Scalone e con il neo dirigente Enrico Maria Amore, però, oltre a condannare gli episodi si lamenta per l'atteggiamento di alcuni giocatori, più che delle poche occasioni da rete sciupate o del fatto che in pratica il portiere veneto Agliardi non ha effettuato interventi di rilievo: «Manca la rabbia giusta per rientrare in partita, c'è gente che è rimasta a casa con la testa. Ho visto una bella reazione dopo l'1-0 di Vantaggiato, ma quel gol preso al 45' del primo tempo ci ha tagliato le gambe. Tra l'altro tra i due gol l'arbitro non ci ha concesso un rigore per un fallo su Soncin, che ci avrebbe permesso di riaprire i giochi. Sul 2-0 però era difficile pensare ad un recupero, tanto più che ad inizio ripresa abbiamo preso anche il terzo gol per una nostra ingenuità». Nell'ultima mezzora la squadra si è riversata nell'area avversaria.... «La partita era finita, purtroppo. Il rigore sbagliato da Soncin, che ci avrebbe permesso di accorciare, fa parte del gioco, non le palle perse da cretini che ci sono costate la sconfitta». Cosa si può fare per cambiare questo stato di cose? «Lavorare e basta, non ci sono ricette particolari. Occorre una mentalità diversa. A volte serve una bella scarpata per risolvere una situazione difficile. Alcuni non ci sono con la testa, c'è chi pensa di campare di rendita. Ma non è così». Il presidente Camilli conclude con un pensiero alla gara infrasettimanale: «Dobbiamo dimenticare quello che è successo a Padova, facendo tesoro degli errori commessi, per tornare subito alla vittoria con il Portogruaro. Non ci sono alternative».
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