Sicurezza
Motociclismo. Prime due tappe dei maremmani al Rally tra le piramidi
Turchi 15º tra i Faraoni
Massimo Galletti
I debuttanti Stefanucci e Procaccini scalano la classifica
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GROSSETO. Dopo due lunghi giorni di verifiche tecniche e amministrative è iniziata la tredicesima edizione del "Pharaons Rally". La tradizionale partenza avvenuta davanti alle Piramidi di Giza ha portato, con la prima tappa, i partecipanti tra le dune di El Rammak. Dopo gli ultimi ritocchi alle moto e alle auto, si è tenuto il breafing con tutti gli equipaggi. Al via 85 tra moto e quad, mentre tra le quattro ruote sono stati invece 31 gli equipaggi ammessi. La prima prova prevedeva un percorso di 429 chilometri con 366 di prova speciale e 56 di trasferimento. Stefano Turchi si è piazzato in 13ª posizione nella prima tappa e ha tenuto la posizione arrivando 15º in quella di ieri. «E' andato tutto bene - racconta il pilota del Team Race 94 - Ho cercato di prendere confidenza con il terreno. Le sensazioni sono buone. La moto va bene. Verso la fine ho dato più gas e dopo la prima prova sono soddisfatto». Hanno migliorato di una decina di posizioni invece gli altri due maremmani, David Stefanucci e Alfredo Procaccini che dal 52º e 53º posto sono passati ieri al 43º e al 44º. Mentre ci sono tre grossetani che corrono, ce ne sono due invece che si stanno preparando per la Dakar 2011. Silvia Giannetti e Fabrizio Mugnaioli che sono appena rientrati da un test in Tunisia per verificare al meglio i loro mezzi due Ktm 525 e la loro preparazione fisica. Ormai manca veramente poco. E' iniziato il conto alla rovescia. Il prossimo 24 novembre le moto e tutto il materiale dovrà essere imbarcato dal porto da Le Havre in Normandia. I due dakariani in 6 giorni hanno percorso 2000 chilometri verificando la capienza serbatoi, taratura sospensioni, regolazione strumentazione, intensità luci. Nei prossimi mesi i loro allenamenti diventeranno sempre più intensi tra bici corsa moto e palestra. La loro preparazione dovrà servire a sopportare i 10.000 chilometri tra pietre, fango e sabbia ma soprattutto i quindici giorni di gara nelle peggiori situazioni climatiche, fisiche, tecniche e psicologiche.
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