Il dolore
«Il presidente è vulcanico come me»
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PRIMA SEDUTA. Francesco Moriero segue i palleggi Checco si presenta: emozionato e pronto ad arrabbiarsi
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GROSSETO. "Checco Moriero", il 28º allenatore che si siede sulla panchina del Grosseto dal 2000 ad oggi, una idea di quello che l'aspetta se l'è sicuramente fatta. Al primo allenamento il "Palazzoli" si è riempito di tifosi curiosi di vedere la reazione della squadra alle sollecitazioni del nuovo mister. «Devo dire subito - ha detto il mister biancorosso alla presentazione - che abbiamo un grande presidente, vulcanico come me. Per questo ho accettato subito la sua proposta. Non nascondo che sono emozionato. Sono contento di essere qui. C'è da lavorare, ma ci credo, sono convinto di far bene e di poter tornare ad essere protagonisti». «A me piacciono le sfide - ha aggiunto il tecnico di Lecce - ma questa non è una sfida. Ho tra le mani una squadra di qualità e sono venuto qua per fare bene, per cambiare la mentalità alla squadra e per far questo mi vedrete spesso molto arrabbiato». Moriero in queste ultime settimane ha visto il Grifone all'opera e sa quali sono i mali: «Deve diventare ancora un gruppo. Guardando le partite ho notato che la squadra non riesce ad aiutarsi. Da ora in avanti voglio un Grosseto che scenda in campo per vincere, che detti i ritmi del gioco, anche con il rischio di prendere imbarcate. Chiedo ai ragazzi di avere personalità: chi ha paura non gioca». Il Grosseto sembra non avere segreto per Moriero, il cui nome circolava in città già dopo la sconfitta con il Vicenza. Pronto anche un modulo che può ridare fiducia ai ragazzi: «Il mio preferito è il 4-2-3-1, per non dare punti di riferimento agli avversari. Abbiamo solo bisogno di tranquillità. Conosco bene la rosa a mia disposizione, compresi i calciatori che hanno giocato poco fino ad adesso. Spingeremo molto sulle fasce con Caridi da una parte, Bondi, Statella e Alessandro dall'altra». «Sia chiaro - ha proseguito Moriero - io non guardo in faccia nessuno. Tutti partono alla pari e gioca chi lo merita, chi ha lavorato meglio per tutta la settimana. Sarà importante mettersi in discussione: il nome nel calcio non conta niente». Quali le sono sembrati i problemi attuali del Grosseto? «Fino ha alternato belle partite a prove meno convincenti. Poteva fare meglio, deve fare meglio, cercando di offendere, di colpire con più cattiveria. E' anche un problema psicologico che risolveremo insieme: si può vincere e si può perdere, ma io alla squadra chiedo di dare il 100%. Se esci con la maglietta sudata la gente è contenta ed applaude. Vi assicuro che non vedrete mai un Grosseto che aspetta l'avversario. Dobbiamo essere più veloci, dobbiamo vincere e convincere, perché solo i risultati ci aiuteranno ad uscire in fretta da questa brutta posizione di classifica». M.C.
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