Il Tirreno

Grosseto

IL PERSONAGGIO

Mister Berni un po' Sacchi un po' Maradona

Paolo Mastracca

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 ARGENTARIO. C'è una squadra in Seconda categoria che è giovane ma che ha lo spirito dei vecchi tempi, i tempi in cui era normale giocare per la maglia del proprio paese. Questa squadra è l'Argentario, società storica e blasonata che si è posta l'obiettivo di centrare un traguardo importante con tutti giocatori del luogo. Le prime due giornate sono state incoraggianti in tal senso. La formazione allenata da Riccardo Berni, una delle bandiere dell'Argentario calcio anche in veste di calciatore, è a punteggio pieno dopo le prime due giornate di campionato. All'esordio una clamorosa rimonta sul campo dell'Arcille ha permesso di ribaltare nell'ultima mezz'ora il passivo di 3 a 1 con un pirotecnico 3 a 4 a favore dell'Argentario. Domenica scorsa i biancocelesti hanno superato per 1 a 0 il Paganico in inferiorità numerica con un gran gol di Daniele Atzori, un giocatore che una volta sarebbe stato definito genio e sregolatezza.  L'impianto sportivo di Porto Santo Stefano battezzato con una buona dose di coraggio "piccolo Maracanà" ha conosciuto stagioni brillanti con formazioni che negli anni Settanta, Ottanta e Novanta hanno scritto pagine esaltanti per il calcio dell'Argentario, riuscendo anche a raggiungere il campionato di Eccellenza. Dopo alcuni anni difficili e tribolati sembra iniziata la riscossa. La ricetta non è fatta di ingaggi roboanti ma più semplicemente dettata dalla volontà di valorizzare quella che è sempre stata una caratteristica del calcio all'Argentario, ovvero disporre di un settore giovanile importante. Alla guida di questo progetto è stato messo Riccardo Berni, allenatore giovane ma già con una buona dose di esperienza. Volendo scomodare confronti impegnativi potremmo definirlo un po' Sacchi e un po' Maradona. Sacchi per il modo un po' maniacale che ha di preparare le partite anche nei minimi dettagli, Maradona perché riesce a far sentire importanti tutti i giocatori della rosa, nessuno escluso. Il proseguimento del campionato dirà se queste promesse potranno tramutarsi anche nel conseguimento di qualche traguardo importante, se così fosse il titolo da dedicare all'impresa potrebbe già essere scritto: made in Porto Santo Stefano.

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di Redazione web