La manifestazione
«A Novara squadra inguardabile»
Maurizio Caldarelli
◗
A TESTA BASSA. Turati dopo un gol piemontese Camilli spara ad alzo zero: siamo sempre arrivati secondi sulla palla
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. Nessuno si aspettava una gara facile, contro una formazione che stava viaggiando a mille, sulle ali dell'entusiasmo, ma nemmeno di ritrovarsi, il giorno dopo, a recriminare su una sconfitta più pesante di non quanto dica il risultato, con 16 tiri del Novara e solo due del Grosseto, di cui uno che ha portato al gol. Le parole del presidente Piero Camilli sono dure, pesanti come macigni, nei confronti di una squadra che nel primo tempo ha tenuto testa, anche se grazie ad alcune super parate di Narciso, ad un Novara scatenato, innarrestabile, ma che nella ripresa a tratti è addirittura scomparso dalla scena. «E' sempre difficile commentare una sconfitta - esordisce il presidente - ma sabato a Novara si è vista una squadra inguardabile». «Sulla carta il Grosseto - continua Camilli - è una bella squadra, non gli manca niente rispetto al Novara, eppure sabato i nostri arrivavano sempre secondi sulla palla. I sedici tiri contro due? Io non guardo nemmeno quello, perché al primo tiro eravamo passati in vantaggio con Vitiello e con un altro atteggiamento sarebbe potuto bastare per vincere la partita». Allora qual è il problema? «Non ha funzionato niente, né in attacco, né in difesa ed a centrocampo c'era gente che non correva. Da ora in avanti deve giocare chi ha la gamba». Scorrendo le pagelle preparate dai quotidiani specializzati e dalla stampa locale, i voti sono stati attribuiti alla difesa, ed in particolare a Melucci e Freddi, incapaci di mettere un freno alle percussioni di Gonzalez e Bertani. «Dobbiamo ammetterlo - sottolinea Camilli - Melucci è stato inguardabile e Freddi gli è andato dietro. Diamogli l'attenuante dell'inizio di stagione, aspettiamo che migliorino il loro rendimento». Cosa succederà adesso? «Niente, andiamo avanti così per 3-4 partite, poi tiriamo le somme». Il Comandante passa e chiude. In questi mesi ha allestito una squadra che sulla carta può essere una delle outsider della serie B, anche se non ha più un bomber del calibro di Pinilla, sostituito da una punta che deve ancora entrare nei meccanismi della formazione biancorossa. Ma a Novara ha probabilmente fornito la peggiore delle quattro partite disputate. E conoscendo il patron non sarà affatto contento di questo passo indietro, visto che solo sette giorni fa si era rammaricato della sconfitta con il Vicenza, ma aveva tenuto a sottolineare che «il Grosseto ha giocato una delle più belle partite di sempre, giocando palla a terra». L'errore di Melucci che aveva consentito ad Alemao di portare in vantaggio i veneti adesso va interpretato come un campanello d'allarme. «Una sconfitta meritata». Il direttore sportivo Andrea Iaconi è sulla stessa lunghezza d'onda del presidente Camilli e non nasconde la propria delusione. «Dopo un primo tempo decente - dice - nella ripresa siamo andati male sotto tutti i punti di vista». Come lo spiega questo calo nei secondi quarantacinque minuti? «Non me lo spiego. Dopo la gara con il Vicenza, conclusa con una sfortuna sconfitta dopo una buona prestazione, pensavo ad una partita diversa. Non riusciamo a tenere il vantaggio. E' la terza volta che succede (il Grosseto si era portato sull'1-0 con Sassuolo e Vicenza, ndr.). Dobbiamo studiare bene la situazione, perché qualcosa che non va c'è». Non vuole andare oltre Iaconi: «E' meglio stare zitti e riprenderci subito, altrimenti dobbiamo cominciare a preoccuparci».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
