Il Tirreno

Grosseto

Tennis. Sconfitto in finale il francese Vasselin. Apprezzamenti per l’organizzazione. Rammarico per il forfait di Volandri

Anche sulla terra rossa è l'anno della Spagna

Paolo Mastracca
<b>VITTORIA</b> L&#146;ultimo punto e la premiazione
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VITTORIA L’ultimo punto e la premiazione

Andujar vincitore del Challenger: «Adesso punto a tornare fra i primi cento»

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 ORBETELLO. Il torneo Challenger Atp di Orbetello ha confermato che il 2010 è l'anno della Spagna che trionfa anche ad Orbetello grazie a Pablo Andujar. Nato a Cuenca, piccola cittadina di 55.000 abitanti situata nel centro della Spagna, Andujar ha trionfato ad Orbetello in perfetto stile spagnolo, dimostrando che il suo paese ha investito così bene nel tennis da diventare la prima potenza mondiale. Dopo essere stato sconfitto in finale un anno fa ad opera dell'ucraino Dolgopolov, Andujar è tornato ad Orbetello con l'intento di vincere ed è riuscito nell'impresa senza perdere neanche un set durante l'intero torneo. Nel primo turno ha superato lo svedese Prpic con il punteggio di 6-4 6-2, successivamente ha avuto la meglio sul francese Reix (6-2 6-2), sull'italiano Paolo Lorenzi (6-3 7-6), sul rumeno Ungur (6-3 7-6), ed in finale ha superato il francese Edouard Roger Vasselin (figlio d'arte, suo padre è stato semifinalista al Roland Garros) con il risultato di 6-4 6-3. Dopo il punto decisivo Andujar si è sdraiato in mezzo al campo urlando la propria gioia per un successo che lui stesso ha definito «importantissimo per puntare a tornare tra i primi cento del mondo».  Andujar ha speso parole bellissime sull'organizzazione del torneo, sul pubblico e sulla città di Orbetello, complimenti non isolati visto che apprezzamenti sono arrivati, tra gli altri, anche dal francese Roger Vasselin: «È davvero un bel torneo, ci sono buone condizioni per giocare a tennis». Il russo Evgeny Donskoy, semifinalista, ha detto: «I campi sono buoni, ad Orbetello tutti fanno qualcosa per noi, per me è un posto indimenticabile». Un altro semifinalista è stato il rumeno Adrian Ungur che da quattro anni si allena a Firenze e forse proprio per questo ha sfoggiato una maglia viola che ha mandato in visibilio i tifosi della Fiorentina. Ungur parla un perfetto italiano e si è così espresso: «Il posto è bellissimo, sul mare che a me piace tanto. Poi gli organizzatori hanno fatto un gran lavoro». Insomma, il circolo tennis Orbetello ha confermato ancora una volta di essere in grado di gestire nel migliore dei modi un evento internazionale di tale portata grazie ad un lavoro di squadra impeccabile. Una squadra che ha nel presidente onorario Giuliano Amato e nel presidente Aurelio Regina i punti di riferimento. Perfetto anche il lavoro di Raffaele Cirillo e Stefano Troncarelli, rispettivamente direttore tecnico e organizzativo del torneo.  Qualche rammarico? La mancata partecipazione di Filippo Volandri a causa di una brutta influenza, ma il campione livornese ha promesso di esserci l'anno prossimo. E poi la constatazione che il tennis italiano stenta a trovare un campione, Matteo Trevisan è giovane e dispone di qualità tecniche notevoli ma deve migliorare molto sul piano caratteriale.

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