Il Tirreno

Grosseto

«Voglio un calcio da emozioni forti»

Pierluigi Sposato
<b>STAFF</b> Da sinistra Goletti, Apolloni, Morelli e Redolfi
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STAFF Da sinistra Goletti, Apolloni, Morelli e Redolfi

Il nuovo tecnico Luigi Apolloni si presenta: per me qui è un punto di partenza

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 GROSSETO. L'identikit lo disegna Piero Camilli: «Ho preso un giovane, come lo erano Pioli e Allegri: vedete dove sono arrivati. Uno che ci metta rabbia: abbiamo sofferto a livello di grinta, vorrei una squadra che ogni tanto litighi con me, che sopporti il pubblico, che può perdere ma che arrivi fino all'ultima goccia di sudore. E secondo me ogni tanto qualche bel fallo ci sta bene. Ho voluto uno che consideri il Grosseto come un punto di partenza, non di arrivo». Il ritratto è quello di Luigi Apolloni, nuovo mister del Grosseto, presentato ieri dal presidente. Obiettivo di Camilli: «Niente voli pindarici, si rischia di bruciarsi le ali». Ma il sogno è sempre quello della A.  E Apolloni? Il neo tecnico annuisce: «Sì, per me il Grosseto è un punto di partenza, qui c'è gente competente. L'amore di Camilli e della banca per il calcio mi ha coinvolto. E il calcio è fatto di emozioni forti. Io ho vissuto queste emozioni», dice riferendosi alla sua carriera di calciatore, giunta fino alla Nazionale. «Ci sarà da lottare, da sudare. Per la maglia azzurra c'erano giocatori più forti di me, io ci ho messo il carattere. Questo è il mio mondo. Chi scende in campo deve dare tutto se stesso».  È il momento della conoscenza. Apolloni arriva da Modena, dove ha dimostrato qualità e adattamento. Partiamo dalla difesa: «Nella mia testa la difesa è a 4. Ma a Modena ho giocato a 3 perché mi sono adattato alle caratteristiche dei giocatori». Se c'è il trequartista, avanti con uno schema; se non c'è, pazienza, avanti con un altro. Avere Camilli come presidente... «È uno stimolo, anche se so che nessun allenatore ha mai finito la stagione. Ma io, appena finita la partita, penso subito alla prossima». «Il calcio dà emozioni forti cercherò di insegnargli a gestirle», aggiunge il tecnico ridendo rivolgendosi verso Camilli, come se già sapesse che è una missione impossibile. Si definisce «permaloso, o almeno prima lo ero molto di più. E comunque mi inc... anche quando perdo in allenamento».  Un sergente di ferro? Camilli riferisce alcune parole del mister: «Mi ha detto che chi non vuole stare a queste condizioni, se ne può andare». Scala, ma anche Malesani, e poi Sacchi: sono i suoi punti di riferimento tra gli allenatori avuti. Parla delle sue difficoltà nella carriera di difensore ma anche delle sue capacità di adattamento. Parla delle sconfitte subite per mano del Grosseto e ricorda la prima volta che Camilli, sulle scale verso la sala stampa, gli aveva stretto la mano in segno di stima. Ritroverà il portiere Narciso che aveva allenato, il difensore Mora che da Primavera aveva incontrato al Parma. «In porta - dice Camilli - abbiamo avuto un grosso problema dopo Bressan. E poi speriamo che Mangiapelo sia una bella sorpresa. Iorio è uno dei difensori più forti e Bondi è nostro».  Apolloni fa cenno di condividere le idee di Camilli quando questi dice che «si gioca in 20 non in 11», facendo riferimento alla stagione passata e allo scarso utilizzo di giocatori come D'Alessandro e Crescenzi, adesso - ripete - cercati da club di A e B. Un rospo che il patron non riesce proprio a mandare giù.  Programmi: il 12 e il 13 visite e test, poi il 14 partenza per Castel di Sangro. Nell'avventura in Maremma, Apolloni sarà accompagnato dal secondo Bruno Redolfi, dal preparatore atletico David Morelli e dal preparatore dei portieri Daniele Goletti, quest'ultimo scelto da Camilli.  Il quale annuncia un'amichevole di lusso, con la Fiorentina verosimilmente il 14 agosto.

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