Gioco
IL DS ANDREA IACONI
«Peccato, era il campionato perfetto per andare in serie A Ci è mancato Mauricio»
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GROSSETO. Esaurito l'argomento Pinilla, con il diesse Andrea Iaconi ci siamo soffermati sul campionato in archivio. «E' stata una stagione esaltante - esordisce Iaconi - considerato che eravamo partiti per ottenere la salvezza. Certo il settimo posto non fa che alimentare il rammarico per il mancato ingresso nei playoff». Cosa è mancato per ripetere la qualificazione dello scorso anno? «Pinilla. L'infortunio del nostro bomber ha condizionato il nostro cammino. Il Cittadella senza Ardemagni sarebbe retrocesso, il Torino senza Bianchi non sarebbe mai arrivato quindi e noi da quando abbiamo perso l'attaccante cileno siamo calati, anche se abbiamo commesso degli errori». «Peccato - prosegue - perché era il campionato perfetto per andare in A, ma abbiamo sciupato troppe occasioni. Mi riferisco tanto per intendersi alle partite con Mantova, Sassuolo e Cesena, in cui, vincendo, potevamo prima sistemarci in testa alla classifica e poi secondi». Come spiega il fatto che il Grosseto abbiamo messo insieme ottanta punti nella prima frazione, per chiudere a 61? «Sono difetti strutturali. Questa era una squadra creata per un allenatore che predilige il gioco offensivo, a discapito della difesa, che ha sofferto più del dovuto. Purtroppo il cambio dell'allenatrore non ha sortito l'effetto sperato. Senza Pinilla da un campionato esaltante è diventato uno di rammarico». Iaconi, prima di soffermarsi sul prossimo torneo parla di Esposito («Ha fatto meno di quanto mi aspettassi), di Carobbio («E' il più forte giocatore della serie B, ma non tutti l'hanno capito) e di Consonni («Se ne vuole andare; bisogna vedere se darà seguito a ciò che ha detto»). «Non ci siamo ancora mossi per il futuro - continua Andrea Iaconi - ma sicuramente serviranno quattordici-quindici giocatori. La cessione di Pinilla ci darà la necessaria serenità economica. Chi rimane? Per ora i giocatori di proprietà come Pichlmann, Mora, Turati, Freddi e Melucci. Entro il 25 dovremo risolvere la questione delle comproprietà. Personalmente sono ottimista. Rivedremo un Grosseto competivo». M.C.
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