Il Tirreno

Grosseto

È stata un'annata di grandi sogni

Paolo Franzò
È stata un'annata di grandi sogni

Team sopravvalutato all'ombra del bomber cileno

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 GROSSETO. Con la medaglia di "cartone", agguantata proprio all'ultimo tuffo a scapito del Crotone, la stagione 2009-2010 del Grifone è ufficialmente conclusa. Adesso sarebbe tempo di pagelloni, consuntivi, numeri e statistiche. Il tutto però al solo fine di aumentare i tanti rimpianti di una stagione che a un certo punto sembrava poter diventare addirittura trionfale. Diciamo invece che vanno direttamente in serie A due squadre che il Grosseto non ha mai battuto in stagione (Lecce, 2 sconfitte e Cesena, 2 pareggi).  Sappiamo già che, nel prossimo campionato, una tra Brescia e Torino ci sarà ancora. In arrivo una tra Verona e Pescara e poi Atalanta, Siena, Livorno, ancora Reggina e via discorrendo. Col Mantova che rischia di fallire e aggiungersi quindi a una lista già lunga di squadre blasonate in difficoltà economica, c'è di che sorridere.  E' stata in fondo, un'annata di grandi sogni, ma anche spesso di troppo nervosismo. Una squadra, un gruppo, tutto sommato sopravvalutati, coperti dall'esplosione del fenomeno Pinilla. Senza il cileno, avremmo vissuto un campionato ben diverso. Un giocatore fantastico che andrà a far le fortune del Palermo nella massima serie. C'è poca voglia di riavvolgere il nastro, per andare a rivedere dove e quando la squadra si è giocata le chance di andare nella massima serie. Certo che tutti quei punti persi con le squadre della bassa classifica (solo con le 3 retrocesse, contiamo l'unica vittoria di Salerno), gli infiniti pareggi, le incredibili rimonte subite.  No, non era squadra che meritasse i playoff, malgrado la mediocrità del campionato. Quella dello scorso anno era di una pasta ben diversa. Onore quindi a Cittadella e Sassuolo, quelle che guardiamo con maggiore invidia. E' mancata soprattutto, la proverbiale grinta del patron (Camilli) che raramente abbiamo rivisto in questi giocatori. Capaci, molti di essi, di chiudere anche in brutta maniera con il proprio pubblico, senza salutarlo nell'ultima in casa. Molte delle cessioni della prossima estate non saranno rimpiante, questo è certo. L'unico che tutti, ma proprio tutti, sperano possa tornare sui suoi passi, è capitan Consonni. Il suo "desiderio" di cambiare aria ha mosso i sentimenti di tutti i tifosi biancorossi che gli chiedono a gran voce di rimanere.  Adesso la palla passa a una lunga estate calda. Ne vedremo come sempre delle belle. Gente che va e gente che viene. Tutti vorrebbero già sapere, ma si deve aver fiducia e pazienza; patron Camilli non ha mai tradito le attese. Sa come fare il mercato, senza fare il passo più lungo della propria gamba. Sarà ancora un Grifone protagonista, anche il prossimo. A questo Grosseto, invece, diciamo comunque grazie, perché ci ha fatto divertire, senza mai rischiare la categoria. E di questi tempi, non è davvero poco.

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