Italia
Qui nerazzurri. Il ritorno tra i professionisti richiede investitori e forze fresche
Sono già iniziate le grandi manovre
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Camilli 2 MINUTI DI LETTURA
PISA. Proclami e controproclami. Ma la sostanza è una: sotto traccia è cominciato il lavoro di costruzione del Pisa che ritorna tra i professionisti. In primo piano non c'è ancora la squadra, bensì la società. In città ci sono notevoli movimenti che mirano a rafforzare il sodalizio. Quello che è importante, come Piero Camilli aveva detto dopo la gara con il Pontedera, è non dare più l'impressione a questa nuova società di essere da sola. Un appello in piena regola. Per quanto riguarda il rapporto con il Comune, presto sarà firmata la nuova convenzione per la gestione dell'Arena: il Pisa percepirà anche un discreto contributo economico, pari a 60mila euro, una somma che quasi pareggia i costi da sostenere per la sorveglianza interna dello stadio attraverso gli steward. Ci sono poi da considerare le manovre nascoste per avvicinare all'Ac Pisa imprenditori interessati a dare una mano. Si tratta di garantire un sostegno economico, di aiutare il progetto che mira a restituire la serie B al calcio pisano. Sostegno che si può concretizzare entrando in società con una quota oppure attraverso una sponsorizzazione esterna. I primi contatti con imprenditori cittadini ci sono già stati. Quando Camilli arriverà a Pisa, potranno anche essere tirate le prime somme (il Comandante ha comunque contatti costanti). Si era sparsa la voce, al momento non confermata, di un incontro informale già avvenuto con Maurizio Mian. Ma la pista merita lo stesso di essere seguita. Nel frattempo a Roma l'avvocato Fabio Poggianti, per conto del commercialista Saverio Magagnini, ha presentato al tribunale della capitale richiesta di fallimento di Iniziativa 2003, la società di Luca Pomponi nella quale è stato fatto rientrare anche il Pisa Calcio.
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