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Grosseto

La curiosità. Da Pioli a Lazzari, ecco chi ha fatto fortuna dopo aver militato nel Grosseto

Quelli che sono diventati star del pallone

Maurizio Caldarelli
<b>MISTER</b> Max Allegri
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MISTER Max Allegri

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 GROSSETO. Il presidente Piero Camilli festeggia i primi dieci anni trascorsi alla guida dell'Us Grosseto. Undici stagioni di successi, ma anche di scommesse vinte. In Maremma sono passati giocatori e tecnici che hanno fatto grande il Grifone, prima di approdare nel Paradiso del pallone. L'ultimo a fare carriera grazie al Grosseto è Max Allegri, in procinto di firmare il Milan.  Allegri, che ha guidato il Grosseto in una finale playoff di C1, aveva già fatto bene anche a Cagliari. Con il mister livornese approderà alla corte del presidente Berlusconi un altro che ha fatto innamorare i tifosi maremmani, Andrea Lazzari (40 presenze e 8 gol).  Ma nel mercato per il campionato che verrà ci sono anche altri personaggi che hanno gravitato nell'orbita grossetana: Mauricio Pinilla è l'oggetto del desiderio per una serie di squadre di serie A, Genoa, Palermo, Udinese, Napoli e Fiorentina e la sua cessione porterà nelle casse dell'Us tra i 4 e i 6 milioni di euro.  Antonio Conte, neo mister del Siena, ha in mente un progetto ambizioso ed ha chiesto Marco D'Alessandro, che potrebbe però tornare alla Roma. La Fiorentina, per sostituire Prandelli, ha pensato a Stefano Pioli, il tecnico che consentì al Grifone una tranquilla salvezza in serie B nel 2007-2008. Su Pioli c'è anche il Chievo. Ma il presidente Camilli aveva già dato in passato di saper scegliere giocatori giusti.  In questi anni sono transitati dallo Zecchini Agostino Garofalo, ingaggiato dal Siena e prestato nel mercato di gennaio al Torino; Ferdinando Sforzini, rimasto per alcuni mesi alla corte del Gus ed adesso in cerca di spazi nel Bari. L'arrivo a Grosseto è servito a Carl Valeri per diventare una pedina inamovibile della nazionale australiana e a Walter Bressan per tornare ad essere un portiere super.  Ma nella massima serie, lanciati dal Grosseto, hanno giocato anche Andrea Giallombardo, con Lazio, Livorno e Messina; e Andrea Parola, che ha indossato le maglie di Ascoli, Sampdoria e Cagliari. La storia di questi ultimi due giocatori è simile a quella di Pinilla: Camilli aveva bisogno di elementi motivati, in cerca di riscatto, ed ha così contibuto alla loro rinascita. Questo vuol dire essere intenditori.

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