Attenzione
«Momenti difficili, poi finale super»
Enrico Giovannelli
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GARAUNO Un attacco di Polverini Paghi felice ma ricorda che la corsa per l'Etruria è ancora lunga
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FOLLONICA. Di storie i playoff, specialmente le finali, ne raccontano tante. Da una parte Banca Etruria, arrivata alla sesta consecutiva. Dall'altra il Valdagno, giunto per la prima volta a contendersi il tricolore. Stessa cosa per gli allenatori: Federico Paghi dopo due stagioni sulla panchina del Castiglione, è ora lì a giocarsi il tricolore (anche se gli era già capitato di sostituire Massimo Mariotti in un paio di circostanze nelle ultime annate). E lo spagnolo di Barcellona Jorge Valverde è arrivato anche lui a giocarsi tutto all'atto finale, per la prima volta. E poi ci sono dei giocatori che hanno fatto la storia di questo sport: Dario Rigo per esempio, quaranta primavere e ben 20 stagioni di play off, con 10 finali giocate, e a segno sempre in tutte le partite della post season (10 centri), in questa stagione. O Gigio Bresciani, nove finali e 17 edizioni dei play off sulle spalle. In gara1, con la vittoria del Follonica per 7-5, ci sono stati anche dei protagonisti forse inattesi: Massimo Bracali (in rete con regolarità quasi disarmante nei momenti decisivi, già 5 gol nei play off) che su punizione ha "gelato" Juan Oviedo; o Davide Motaran, che dalla distanza è quasi una sentenza, anche per lui 5 reti nella seconda fase del campionato. E poi i portieri. Lo stesso Oviedo, reduce da una stagione che lo segnerà per tutta la vita, con la scomparsa a metà anno in un incidente stradale, in Argentina, della figlioletta e della madre, che ha fermato in più occasioni l'attacco maremmano. E soprattutto Giovanni Fontana: il "goalkeeper" della Nazionale, dopo un primo tempo dove era stato impallinato da Nicolia e soci, nella ripresa ha blindato a doppia mandata la sua porta, issandosi a eroe assoluto in un finale al calor bianco, dove in pochi secondi ha neutralizzato una punizione di prima a Nicolia, e fermato il rigore di Randon, che potevano dire ennesimo pareggio. Nel dopo gara, quando la tensione si è sciolta, come al solito Federico Paghi è stato lucido nell'analizzare il match: «Nel primo tempo abbiamo concesso troppo al Valdagno - sottolinea l'allenatore - anche se siamo stati bravi a finalizzare le occasioni. Nella ripresa portavamo troppo la pallina, anche se abbiamo fallito tante opportunità, e i veneti sono stati bravi a imbrigliarci. Nel finale però, ho rivisto la concentrazione giusta e la voglia di vincere. Questa squadra ha valori infiniti, però la finale scudetto è lunga e difficile. Siamo partiti bene, non dobbiamo adagiarci». Sulla stessa lunghezza d'onda anche Franco Polverini. Il "rosso" è alla sua quarta finale scudetto: le tre precedenti le aveva giocate quando era al Prato. Anche Polverini è felice per il successo, consapevole però che ci sarà da soffrire: «Beh, stasera sapevamo bene dell'importanza della posta in palio. Il primo tempo è stato tutto un botta e risposta. Poi nei secondi 25 minuti il gioco è stato più manovrato, con meno intensità. Il Valdagno è atteso ora dalle finali dell'Eurolega, speriamo - scherza Polverini - che si stanchino un po'. Per noi ci sono dieci giorni di pausa, che certo ci faranno bene». La serie, come detto, ora si interrompe. Nel fine settimana il Valdagno incontrerà venerdì il Porto, e sabato il Barcellona per le final six che si giocheranno proprio al Pala Lido. Per lo scudetto se ne riparlerà il 2 giugno.
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