Il Tirreno

Grosseto

Grifone, la domenica degli addii

Pierluigi Sposato
Grifone, la domenica degli addii

Addio playoff. E addio Consonni. Finisce con un pareggio, mille polemiche e la dichiarazione choc del capitano l'ultimo match stagionale allo Zecchini. Vincere non bastava ma serviva a sperare. Invece è arrivato solo un punto da sbadigli. Dallo 0-2 all'inzuccata di Joelson e al rigore segnato proprio del Professore, l'unico che contro la Reggina ha dato segni di vitalità

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GROSSETO. Addio playoff. E addio Consonni. Finisce con un pareggio, mille polemiche e la dichiarazione choc del capitano l'ultimo match stagionale allo Zecchini. Vincere non bastava ma serviva a sperare. Invece è arrivato solo un punto da sbadigli. Dallo 0-2 all'inzuccata di Joelson e al rigore segnato proprio del Professore, l'unico che contro la Reggina ha dato segni di vitalità.

Servirebbe del caffè, almeno un thermos a testa, per tenere svegli gli affezionati dello Zecchini. L'orario anticipato di mezz'ora - e dunque la digestione in pieno corso - e soprattutto il clima da "rompete le righe" della prima frazione ostacolano e non poco le capacità di attenzione generali. Poche, tutta sulle dita di una mano sola e a prevalenza calabrese, le occasioni minimamente pericolose, con i portieri che praticamente non devono mai inginocchiarsi.

Al Grifone che recupera Consonni graziato dalla Corte federale manca un pò di tutto: specialmente la velocità, il guizzo, l'idea geniale che permetterebbero di superare il bunker ben disposto da Breda. Ci prova proprio Consonni, pendolando tra le lunette, e qualche volta Esposito, il cui spostamento a destra - avvenuto solo al 40' - provoca in effetti qualche timido sussulto. Troppo poco, però. Anche perché da Cittadella arrivano cattive notizie per i biancorossi: il Cittadella vince già 2-0 ed è in superiorità numerica. Insomma, non vale nemmeno la pena di correre... La Reggina, invece, qualche interesse ce l'ha. E ha anche qualche buona idea, visto che gli spazi ci sono, sprecata poi quando si tratta di arrivare al dunque. Con la vittoria, la salvezza sarebbe alla portata.

Anche nella ripresa il Grifone non rinuncia al campionario di disattenzioni e superficialità caratteristico del primo tempo. La maggiore profondità che compare sullo sfondo, grazie alla migliore vena di Esposito, è pura illusione. Nel giro di quattro minuti la Reggina mette al tappeto il Grosseto con un 1-2 micidiale, con la firma di Viola (alla seconda marcatura stagionale) e di Vigiani (1º gol), bravi a insinuarsi nelle amnesie biancorosse. Arriva l'ora di Joelson. E Sarri la vede giusta: perché nemmeno due minuti dopo il suo ingresso, il brasiliano va in gol. È il momento migliore del Grosseto, detto con le debite proporzioni: il forcing mette in azione Pichlmann prima e (trattenuto fallosamente in area) Consonni poi, entrambi di testa. Senza che il bersaglio venga inquadrato. Poi la Reggina riprende il comando delle operazioni.

Mezzo miracolo di Acerbis su Missiroli, miracolo pieno di Gava che non vede una spinta da rigore di Melucci su Tedesco. Il tutto mentre Fautario viene chiamato in campo per spingere in attacco al posto di Job, poco prima dell'ingresso di Alfageme. Ed è proprio Luis il protagonista dell'ultima azione, quella del pareggio su rigore: stretto tra Adejo e Cascione già fuori area, l'argentino va giù sul limite spinto alla schiena e Gava indica il dischetto tra le mille proteste dei calabresi. Non va nessuno dei rigoristi "titolari" (Pichlmann o Joelson): ci va Consonni che spiazza Marino e consegna il punto ai biancorossi in pieno recupero. Quando Gava fischia tre volte, il cronometro segna 48'30. Ma i playoff erano comunque persi.

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