Sicurezza
Isolini, Mourinho maremmano
Paolo Mastracca
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VINCENTE Josè Mourinho allenatore dellInter L'allenatore dei Papa Boys si rispecchia nel tecnico portoghese «Come lui non accetto compromessi e dico ciò che penso»
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GROSSETO. A Mourinho possono essere attribuiti vari aggettivi. Sicuramente è vincente, antipatico, provocatore, istrionico, eppure non è inimitabile. Malgrado non sia amato dai colleghi c'è chi, anche a livello dilettantistico, si rispecchia nei principi del tecnico portoghese dell'Inter. E' il caso di Stefano Isolini, allenatore della nazionale dei Papa Boys e fino a qualche settimana fa mister della formazione Giovanissimi dell'Aurora Pitigliano. «E' vero - dice Isolini - sposo in pieno la filosofia calcistica di Mourinho». Due carriere opposte, eppure, a sentire Isolini, due modi quasi identici di concepire il calcio. Isolini vanta varie esperienze nel calcio giovanile ed a livello di prima squadra con l'Aurora e nei campionati laziali con la Vigor Acquapendente ed il Marta, ma è stato anche osservatore per l'Empoli e per la Roma. Cosa ha in comune con Mourinho? «Condivido la gestione del gruppo, il rispetto dei ruoli, non accettare compromessi e l'onestà professionale che ti porta a dire sempre quello che pensi, senza frasi di circostanza». Ma anche Isolini è così? «Certo, ed è per questo che pago dazio con le società che preferiscono orientarsi su scelte più comode rispetto a chi pretende un costante ruolo attivo e dinamico dei dirigenti calcistici. Spesso le mie convinzioni vengono scambiate per presunzione, è per questo motivo che non ho buoni rapporti neanche con gli altri allenatori». Ci vorrebbe un Moratti anche nel calcio dilettanti? «Certo che sì, e poi la professionalità si paga. Sono convinto che per fare l'allenatore seriamente occorre un impegno costante per sette giorni alla settimana e dedicarsi al 100 per cento a questo ruolo, proprio come fa Mourinho, che spesso si espone in prima persona per tutelare la squadra ed anche per condizionare le decisioni arbitrali». Quanto contano nel calcio i risultati? «I risultati sono tutto, si gioca per vincere. Sacchi è del parere che occorre giocare bene, io credo che è fondamentale vincere, se poi giochi bene tanto meglio». Quale ritiene la migliore qualità di Mourinho? «Guardi, in tempi non sospetti ho sostenuto che in una squadra di calcio occorre la figura dello psicologo. Mourinho è uno straordinario psicologo e sono convinto che per lui in questo contesto è fondamentale il rapporto che ha instaurato con il suo vice Beppe Baresi. Nella mia esperienza ho maturato la convinzione che talvolta si commettono errori che soltanto una persona di tua fiducia può farti notare: penso che Baresi sia la persona ideale per poter dire determinate cose a Mourinho». La più grande impresa di Mourinho? «Nell'eliminazione del Barcellona dalla Champions League c'è tutta la sua mano». E la sua più grande impresa? «Non è un risultato sportivo ma il riconoscimento di tanti allievi che a distanza di anni mi ricordano ancora con grande rispetto e stima». C'è qualcosa che non condivide di Mourinho? «Io non avrei mai detto la famosa frase "zero tituli" perché non mi piacciono i paragoni con gli altri, e poi non è bravo soltanto l'allenatore che vince ma colui che ottiene il massimo con il materiale a disposizione. A sua giustificazione su questo episodio ritengo che rispose ad una sollecitazione e ad una pressione insistente dei media». Qual è allora la frase in cui si riconosce? «Il fine giustifica i mezzi, ovviamente nel rispetto delle regole, e sono sicuro che è un'affermazione che condivide anche Mourinho».
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