Il Tirreno

Grosseto

Il Fort Apache del Grifone cade al 92'

dall'inviato Pierluigi Sposato
<b>IL MIGLIORE</b> Romeo Papini ha lottato come un leone per tutta la gara
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IL MIGLIORE Romeo Papini ha lottato come un leone per tutta la gara

A Frosinone i biancorossi resistono in 9 fino al gol-beffa di Santoruvo

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 FROSINONE. La corsa finisce al 47' della ripresa. Santoruvo avvicina il Frosinone al paradiso e manda sostanzialmente in frantumi i sogni playoff del Grosseto. Il Fort Apache biancorosso, che aveva retto prima in 10 e poi nell'ultima mezz'ora in 9, sventola la bandiera bianca della resa.  Dovevano essere tre punti, per sperare di continuare la corsa. E invece il Grosseto torna dal Matusa con le ossa rotte, in 7ª posizione (con il Crotone a braccetto che deve però ancora giocare) e con il Cittadella che è 4 punti avanti. Quasi irraggiungibile.  Pesa quintali il pallone che rimbalza a malapena sul manto del Matusa inzuppato dalla pioggia. Disegnare traiettorie rasoterra è sconsigliabile e insistere nei dribbling può comportare controindicazioni: le pozzanghere sono sempre in agguato e la stabilità è incerta. È partita da cingolati non da scarpe da ballo, anche se D'Alessandro trova comunque il modo di giocare di fioretto. Il Frosinone prova a scavalcare la retroguardia biancorossa, gettando il pallone dentro quella terra di nessuno dove il terreno scivoloso e qualche incomprensione possono trasformare in oro anche l'azione più innocua. Il Grosseto preferisce ragionare. E in velocità costruisce dopo appena 10' l'occasione più ghiotta, passata dai piedi di tre maremmani prima che Bocchetti appostato davanti alla linea sventi l'insidia di testa. Piove più forte e controllare la sfera è sempre più complicato. Il gioco aereo non rende. Quando sta per iniziare il 38' ecco il primo patatrac. Un pallone in profondità trova Federici in ritardo e Stellone pronto a involarsi: il difensore è scomposto e stende l'attaccante. Giannoccaro sventola il rosso. I ciociari vorrebbero il rigore. Ma l'arbitro indica chiaramente che il fallo è iniziato fuori area: dopo tre minuti, è punizione dal limite che Basha manda a infrangersi sulla barriera. Il Grifone deve riorganizzarsi. Turati diventa centrale, Job arretra terzino. I canarini cercano di approfittarne a freddo: ma il dialogo Caremi-Chiarello, pur se sorprendente, non trova che la base del palo. Dentro Melucci per ripristinare la difesa (4-4-1) a scapito di Joelson tolto dall'agone.  Non ci sono contraccolpi evidenti nel Grosseto menomato che torna dal riposo. Anzi, a cavallo del 10' ci sono due azioni biancorosse che mettono i brividi a Sicignano: Carobbio è millimetricamente impreciso, poi Cariello salva su Melucci. Meglio in 10? Nel momento migliore del Grifone ecco il secondo patatrac, ancora su una palla in profondità per Stellone: stavolta è Turati a beccare il rosso diretto, tra le mille proteste biancorosse come quella di Melucci che lamenta una trattenuta. Grosseto in 9 e costretto ad alzare barricate ancora più alte, se possibile, per il 4-3-1 che vede in campo prima Vitofrancesco terzino e poi Alfageme a cercare di tenere sotto pressione la retroguardia laziale. Operazione che riesce, sorprendentemente. Anzi, il Frosinone va nel pallone. Spedisce mille palloni in avanti ma nessuno è pericoloso, a parte una traversa. Nessuno meno uno. Al 47' Santoruvo castiga il Grosseto. Camilli, seduto in tribuna, non scende in sala stampa.

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