Il Tirreno

Grosseto

Spogliatoio. Guido Carboni, mister dei gialloblù, commenta i 3 punti

«È la squadra che piace a me»

<b>DELUSIONE</b>. Joelson &egrave; l&#146;emblema dello stato d&#146;animo biancorosso
◗
DELUSIONE. Joelson è l’emblema dello stato d’animo biancorosso

1 MINUTI DI LETTURA





 FROSINONE. «Un passo importante ma non decisivo. Sarebbe pretestuoso pensarlo». Parola di Guido Carboni, mister di un Frosinone che ha agguantato in extremis una vittoria che sembrava irraggiungibile, pur con il vantaggio numerico (all'andata parti invertite, vennero espulsi Maietta e Del Prete). «Ah, sì, ne ho bruciate di energie!», commenta disteso. Frosinone al secondo successo consecutivo: «Sono due gare che vedo una squadra che comincia a pensare come voglio io. Una squadra che doveva ritrovare questo tipo di prestazioni. Paradossalmente quando siamo stati 11 contro 9 ci siamo disuniti, per colpa dell'ansia di non riuscire a fare il gol. I cambi non li ho fatti perché chi era in campo stava giocando male: li ho fatti per dare incisività e quel giro di palla che non ci riusciva». Quello di ieri era il Grosseto che si aspettava: «Loro sono bravi a prendere i palloni di testa sulla tre-quarti». E anche nei fuorigioco, incalzano i giornalisti: «Conoscevo la loro tattica, so che fanno il fuorigioco molto bene. Ma è anche vero che appena siamo stati profondi siamo andati due volte verso la porta». Confortato da chi aveva visto le immagini tv, Carboni dice che l'intervento di Acerbis su Cariello era da rigore. «Abbiamo avuto anche un briciolo di fortuna. Ma come dico sempre ai ragazzi, la fortuna bisogna andarla a cercare». P.S.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze