Il dolore
Parte la mini-corsa sul Cittadella
Paolo Franzò
◗
RABBIOSO. Luigi Consonni Nove punti in tre partite: obiettivo possibile, Frosinone è abbordabile
3 MINUTI DI LETTURA
GROSSETO. La domanda che vorremmo rivolgere al signor Gervasoni, il giorno dopo la grande beffa del pareggio col Piacenza, è relativa a cosa possa passare per la testa di un direttore di gara in certi momenti. Piero Camilli ha definito semplicemente scarso questo arbitro, allontanando dai suoi pensieri l'idea della malafede. Impossibile non essere d'accordo, altrimenti non avrebbe più senso seguire questo splendido sport. Gervasoni, del resto, non fa altro che aggiungere il proprio nome a quello di altri fischietti che in passato hanno segnato in negativo la storia biancorossa. Ma questo è un gioco che ogni tifoso potrebbe fare relativamente alla propria squadra. Pensate soltanto per un momento al signor Ovrebo e a quello che ha combinato alla Fiorentina col Bayern, addirittura in Champions. In confronto al fischietto danese, Gervasoni è un dilettante alle prime armi. Quel che dispiace è che l'incapacità di un singolo, possa determinare talvolta il destino di un'intera stagione di una squadra, una società, della sua tifoseria. Nell'era della tecnologia, è l'ora di dire basta con forza a questi errori, cui si potrebbe ovviare con grande semplicità. Sarebbe bastato infatti, osservare al replay l'involontarietà del passaggio indietro di Vitiello e oggi saremmo qui a scrivere d'altro. Sarebbe bastato che la mente del direttore di gara fosse tornata lucida, invece di smarrirsi in quel caos da lui stesso creato, per far sì di fischiare la fine dell'incontro sulla prima conclusione del Piacenza. Insomma, sbagliare ed essere scarsi in una cosa è assolutamente umano, ma non cercare di porre rimedio è completamente altra cosa. Eppoi, basta con questi regolamenti che lasciano all'arbitro di turno, la discrezione di giudicare volontario o meno un passaggio all'indietro, piuttosto che un fallo di mano in area, o quanto altro. Le cose devono essere o bianche o nere, per tutti... Certo anche che l'avvento di Collina al vertice degli arbitri non ne ha davvero alzato il livello, o migliorato la qualità. E' stata l'ennesima annata disastrosa, con qualunque maglia indosso la si guardi. Poi, c'è l'aspetto sportivo, purtroppo oggi in secondo piano. C'è da dire prima di tutto che ancora non è finita. Il Grosseto può e deve provare a fare la sua corsa sul Cittadella. Da troppe parti si indica come "impossibile" la trasferta di Frosinone. E per quale motivo? I ciociari sabato prossimo avranno 3 giocatori squalificati (Del Prete, Bolzoni e Maietta). Con 9 punti, si va nei playoff diretti, senza alcun dubbio. Per quale motivo continuare a deprimerci? E' lo stesso Camilli a suonare la carica: «Noi non ci arrendiamo», ha detto prima di lasciare Grosseto sabato sera. E non ci sono dubbi che questo Grosseto sia più forte del Frosinone. Il Cittadella poi deve affrontare ancora sia il Crotone che il Torino. Piuttosto, proprio il Crotone sembra quella col calendario migliore. In ogni caso, mollare adesso sarebbe da pazzi. Certo è che il Grosseto ha tutte le ragioni per lamentarsi di quanto accaduto sabato col Piacenza. Ma piangersi addosso nella vita non porta da nessuna parte. Detto quel che c'era da dire di quel signore scarso, si deve tornare a guardare avanti, perché quei 2 punti persi, nessuno li restituirà mai più. Eppoi, se vogliamo essere onesti, il Grosseto questo campionato l'ha gettato via in almeno altre 10 occasioni quest'anno, prima che arrivasse tal Gervasoni da Mantova.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
