Il Tirreno

Grosseto

Grifone, meglio un brodino di niente

Paolo Franzò
<b>DUELLO.</b> Melucci contro Colacone
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DUELLO. Melucci contro Colacone

Ma adesso la lotta playoff si è allargata a Empoli, Crotone e Ascoli

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 GROSSETO. Riprende oggi il lavoro del Grosseto, sulla strada sempre più difficoltosa dei playoff. Un campionato che giornata dopo giornata si complica maledettamente sempre più per i maremmani. Una corsa ai piazzamenti più ambiti che si è allargata anche all'Empoli (in campo stasera col Brescia), al Crotone e forse pure all'Ascoli.  Sì perché con 12 punti ancora in palio, se qualcuna delle concorrenti dovesse riuscire in un filotto di vittorie, tutto è ancora possibile. Il pareggio di Ancona, se da una parte segna una piccola inversione di tendenza (per una volta è stato il Grifone a rimontare e non a essere rimontato), dall'altra risulta una mezza sconfitta, soprattutto alla luce degli altri risultati di giornata. Soprattutto perché i marchigiani visti al Conero sono parsi davvero una formazione assai modesta. Ma d'altra parte, il Grosseto era stato in difficoltà pure a Salerno due settimane prima e quindi, tutto sommato, meglio un brodino che niente. Torelli che continuano a soffrire in maniera evidente l'assenza di Pinilla, unico centravanti vero di questa squadra. Aspetto evidenziato dall'avanzamento di Consonni che ha avuto più di una palla gol, tutte sprecate malamente per mancanza proprio di abitudine, da parte del capitano, con la conclusione in porta.  Ma Ancona segnava anche un momento importante per la panchina di mister Sarri che, per adesso, pare confermato al suo posto. Il lungo ritiro di Norcia e le scelte del tecnico biancorosso che ha seguito solo parzialmente i "consigli" di patron Camilli, hanno di fatto partorito un topolino che, per adesso, assomiglia molto a una sorta di tregua tra le parti. Obbligatorio a questo punto battere il Piacenza sabato prossimo, altrimenti meglio mettere l'elmetto. Eppure, non sarà una passeggiata, contro il vecchio "nemico" Moscardelli che vuol condurre i suoi compagni al più presto alla matematica salvezza. Il calendario, del resto, non lascia spazio a troppa fantasia per i biancorossi. Le 2 gare esterne rimaste (Frosinone e Empoli) sono semplicemente difficilissime. Non fare bottino pieno in casa rappresenterebbe la fine di ogni fantasia. Ma queste sono tutte ovvie banalità. Per tradurre le idee in pratica, serve adesso molta concretezza.  E allora, partiamo dalle certezze, ovvero dagli assenti con il Piacenza che saranno i soliti Freddi e Pinilla (infortunati) e Job (squalificato). Probabile che il posto del camerunense lo possa prendere Esposito (se Sarri penserà a una soluzione più offensiva), altrimenti toccherà di nuovo a Vitofrancesco.  Già, la scelta dei giocatori. Ad Ancona, abbiamo rivisto in porta Aldegani (discreto rientro), Federici al centro della difesa (distratto sul gol di Gerardi) e Joelson in attacco (che non è una punta vera e si è visto). Camilli aveva chiesto anche altre novità, ma di alcuni non c'era traccia neppure in panchina. Pichlmann forse, col suo gol (facile facile), si è riguadagnato i gradi da titolare. Ma il centravanti austriaco deve ritrovare dentro di sé la forza e la convinzione perduti. Senza pensare più ai fischi passati. Guardando avanti, con ottimismo. Per il bene suo e della squadra tutta.  Intanto, Maurizio Sarri può di nuovo contare anche su Papini che può rappresentare una variante in più in mezzo al campo. Il momento dei calcoli è decisamente scaduto. Se la squadra vuole veramente i playoff e la società vuole veramente provare di nuovo il salto nella massima categoria, c'è solamente una strada da percorrere; vincere.

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