Attenzione
Grosseto torna a essere gladiatore
dall'inviato Pierluigi Sposato
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PAREGGIO. Pichlmann mette in rete un pallone che consente di rimanere in piena zona playoff Il miglior Grifone nella ripresa quando dà scacco all'Ancona
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ANCONA. È stata una partita tutta sofferenza. Per il gol patito e per il pareggio raggiunto in extremis. E anche per lo scoglio enorme che l'Ancona costituiva per il Grosseto strigliato da Camilli. Una sofferenza che si è interrotta solo dopo 6 minuti di recupero. Al Del Conero c'è anche Piero Camilli, teso al pari se non più della squadra: da tempo non seguiva la squadra in trasferta. Ma il momento è particolare e il patron vuole vedere con i suoi occhi. Vuole toccare con mano la rivoluzione reclamata. Aldegani, Federici, D'Alessandro e Joelson titolari tutti insieme sono la novità che segue la burrasca del dopo-Lecce e il ritiro a Norcia iniziato subito dopo. Salvioni, a caccia del punto che vuol dire salvezza, deve rinunciare a Mastronunzio e a Schiattarella. Maglie larghe in casa maremmana, con i dorici che arrivano più facilmente in posizione di sparo: e meno male che Aldegani ci mette due pezze. Al Grifone basta spingere poco sull'acceleratore per scoprire che il pressing può fare sconquassi: ma è un'arma usata con una parsimonia eccessiva, fino a rivelarsi innocua. Un paio di occasioni sprecate, una per parte (D'Alessandro e Gerardi), e il Grosseto sembra in grado - già prima della mezz'ora - di impadronirsi del comando delle operazioni facendo avanzare il baricentro. Fuoco di paglia che brucia in una manciata di minuti. Un paio di affondi e al terzo i biancorossi di casa affondano il colpo: la girata di Gerardi è imprendibile per Aldegani e l'1-0 è servito. Sterili le offensive finale grossetane, per quanto pericolose, e tutti al riposo senza recupero. Ancona sulle gambe al rientro dagli spogliatoi. Il Grifone prova ad approfittarne prima in manovra, poi - dal 6' - con l'ingresso e l'entusiasmo di Esposito. Il primo risultato è una palla gol che Consonni si costruisce e si vede anche respingere. Il secondo è un'inzuccata centrale dello stesso Professore. C'è solo il Grosseto in campo ma il bunker marchigiano regge, altro che l'Inter di Mourinho a Barcellona... Respinte, deviazioni, corner, parate, anche una traversa. C'è tutto il repertorio difensivo nel film della ripresa, con il Grosseto che non riesce a trovare né per vie aeree né tenendo la palla a terra il gol del pareggio. Da Costa è superlativo su Vitiello e Turati, poco dopo l'entrata in campo di Pichlmann. Nemmeno con tre punte il Grifone sfonda. Anzi, il rischio contropiede diventa concreto e Aldegani deve allungarsi per deviare in corner una bordata di Colacone. Passa la mezz'ora e il risultato non cambia. L'Ancona pratica un fuorigioco millimetrico ed efficace. Vitofrancesco (al posto di Melucci) è il volto del Grosseto che gioca il tutto per tutto. Quello che con Pichlmann trova un pareggio che sembrava insperato. Un'azione partita con Esposito finito a terra, con Serafini che fa cenno di continuare e con l'austriaco che infila un pallone tanto preciso quanto decisivo. Per la gioia del manipolo di sostenitori del Grifone e per quella (meno evidente ma non per questo minore) di Sarri. Chissà se anche di Camilli...
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