Il Tirreno

Grosseto

CALCIO

È la pagina più nera del Grifone

Pierluigi Sposato
<strong>ATTACCO</strong> Concetti salva sulla linea l’incornata di Joelson
◗
ATTACCO Concetti salva sulla linea l’incornata di Joelson

Senza l'extraterrestre, il Grosseto ripiomba al suolo. Come era accaduto a Torino poco più di un mese fa - anche lì mancava Pinilla - l'atterraggio è stato durissimo e ha sfasciato l'astronave tutto d'un colpo

3 MINUTI DI LETTURA





GROSSETO. Senza l'extraterrestre, il Grosseto ripiomba al suolo. Come era accaduto a Torino poco più di un mese fa - anche lì mancava Pinilla - l'atterraggio è stato durissimo e ha sfasciato l'astronave tutto d'un colpo. Il Crotone corre mentre il Grifone passeggia. Il Crotone lotta mentre il Grifone è molle. C'erano già stati degli 0-4 nella storia biancorossa. Ma mai in casa.

La svolta all'inizio della ripresa. I rossoblù tornano in campo decisi a finire l'opera, dopo il gol di Bonvissuto, e affondano i colpi come nel burro. Tutto diverso il primo tempo, anche se per nessuno è facile tenere un passo da carica nell'ora consacrata alla pennichella. Al Crotone però riesce meglio esprimersi: tiene palla, triangola, occupa gli spazi, pressa dal primo minuto e dal primo metro, spegne le iniziative biancorosse che vivono quasi esclusivamente sulla gamba (oltretutto acciaccata) di Consonni - assente Carobbio - e possono contare su un finalizzatore come il cileno. E soprattutto la squadra di Lerda sembra divertirsi di più.

Per carità: pluralismo ce n'è. Entrambe le squadre arrivano al tiro e c'è lavoro per i due portieri. Ai calabresi tuttavia costa meno fatica. E infatti i rischi più grossi li corre Caparco, chiamato a intervenire in prima persona su un paio di palle-gol e aiutato da Melucci a sventare le insidie aeree. Eppure il Grosseto c'è: due esempi, l'incrocio dei pali scosso dall'incornata di Esposito e lo schema su punizione finalizzato impropriamente da Turati. La mancanza di una protezione adeguata davanti all'area finisce comunque per costare cara al Grifone: Bonvissuto non perdona e infila l'angolino basso dove il portiere non può arrivare. Vantaggio non immeritato, tra l'altro all'approssimarsi del riposo. Ma se le parti fossero invertite, nessuno potrebbe gridare allo scandalo.

Fantasia e freschezza al potere, poco dopo l'inizio della ripresa, con l'ingresso di D'Alessandro invocato dalla tribuna vip. Il Gus porta Job a destra a duellare con l'appena entrato Grillo. Ma non c'è tempo per metabolizzare la novità. Un altro pallone recapitato in area e il Crotone raddoppia, ancora con Bonvissuto, dopo nemmeno 7 minuti. Lo 0-2 ha l'effetto di una congestione su un Grosseto che doveva ancora digerire il primo svantaggio. Non basta l'ingresso di Joelson per uno spento Pichlmann. Il Crotone gioca quasi in surplace, più coperto con l'ingresso di Beati, e ciononostante considerevolmente più pericoloso. Basta un filo di pressing già in mediana e i biancorossi vanno in bambola. E questo è il canovaccio del terzo gol, mazzata mortale che nessun alka-seltzer può aiutare a mandare giù. Potrebbe bastare così.

E difatti c'è chi abbandona lo stadio, ritenendo sufficiente il tris. Ma il Crotone non ha pietà: e sventato il rischio-Joelson (inzuccata deviata sulla linea), va a bersaglio anche con il nuovo entrato Ginestra. Altra dormita difensiva. A sorpresa, il grido "Grosseto Grosseto" si alza dagli spalti; c'è un applauso finale, c'è un "Gus Gus Gus" ripetuto ad accompagnare l'uscita dal campo della squadra nel giorno del ricordo di Viviana e Francesca. Come a dire: è stato solo un episodio, dimentichiamoci di tutto. La classifica aiuta, anche se il Grifone scala quinto.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa