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Grifone graffia e fa male ai canarini

dall'inviato Pierluigi Sposato
<strong>VANTAGGIO</strong>. Esposito festeggia con i compagni e ringrazia Pinilla
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VANTAGGIO. Esposito festeggia con i compagni e ringrazia Pinilla

Bello difendere Fort Apache. Bello se ce la fai, bello se vinci. Il Grifone di questi tempi ce la fa. Potrebbe ammazzare l'avversario ma ha pietà. E si condanna a soffrire fino al recupero. L'assedio del Modena si interrompe però a metà. E il Grosseto schizza al terzo posto

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MODENA. Bello difendere Fort Apache. Bello se ce la fai, bello se vinci. Il Grifone di questi tempi ce la fa. Potrebbe ammazzare l'avversario ma ha pietà. E si condanna a soffrire fino al recupero. L'assedio del Modena si interrompe però a metà. E il Grosseto schizza al terzo posto.

Magari è meno appariscente, il Grifone del Braglia. Manovra meno ariosa, minore animosità. Però quando i biancorossi hanno la palla al piede sono micidiali. Tre palloni recapitati in area e due gol nel primo quarto d'ora qualcosa vorranno pur dire. Essenziale e implacabile, fenomenale nel capitalizzare anche la risorsa più piccola. Uno-due e il Modena sembra destinato a finire al tappeto senza possibilità di appello, costretto com'è ad affidarsi a soluzioni estemporanee quanto spettacolari (la rovesciata di Catellani) o dalla lunga distanza (Troiano).

Troppo presto i due gol? Prima della mezz'ora, i canarini riescono a ragionare. Pinardi triangola e innesca, i compagni lottano, c'è un pizzico di nervosismo cui il Grifone non riesce a sottrarsi. Il Modena conquista metri e fiducia, riuscendo a coprire meglio gli spazi. E ha buon gioco nel disinnescare Vitofrancesco versione contropiedista, finito a terra in area al 34' su contrasto nel tentativo di agganciare il cross di Job. Il Grosseto comunque si ricorda bene le lezioni di "diagonale" impartite dal Gus e i pur evidenti affanni difensivi si risolvono senza conseguenze di rilievo. "Limitare i danni" la parola d'ordine: e la missione è compiuta, almeno fino al riposo.

Vento gelido e pioggia a scrosci accompagnano il rientro in campo, mentre i cento tifosi biancorossi cercano riparo alla meglio. Apolloni insiste con gli 11 iniziali. Ma solo fino all'8', quando entra Bianco a spingere sul quadrante di centro-destra per un inizio di ripresa di un solo colore: il giallo. L'ingresso di Papini ridisegna la mediana maremmana per un 4-1-4-1 che fatica però a far avanzare il baricentro biancorosso.

Diluvia quando Pinilla si scopre isolatissimo e stanchissimo su un campo appesantito, dove controllare le traiettorie e restare in piedi è un'impresa. Sarà per questo motivo che il cileno fallisce un tocco sottomisura e che Vitofrancesco non indovina il "sette": due ripartenze da pietra tombale che il Grifone non riesce a calare. Buon per i colori biancorossi che Girardi sprechi un'incornata in solitario. Ma ormai l'area del Grosseto è come Fort Apache e resistere è sempre più difficile. Dai e dai, eccolo il gol del Modena. È ancora Girardi (primo gol stagionale) a riaprire le speranze di (quasi) tutto il Braglia, sulle ali dei 4' di recupero concessi poco dopo.

Metro dopo metro, i canarini arrivano a reclamare - inascoltati - anche un calcio di rigore per un tocco con la mano di Papini. Ultimo minuto dei 4 di recupero e ultima occasione per i padroni di casa: una punizione dai 25 metri sulla quale è pronto anche Narciso, abbandonati i propri pali, ad avventarsi. Ma Pinardi spedisce inopinatamente fuori misura e Tommasi fischia tre volte. Le coronarie biancorosse si liberano d'un colpo. È fatta.

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