Il dolore
CALCIO
Il bunker Grifone resiste al Granillo
dall'inviato Pierluigi Sposato
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DEVASTANTE. Bomber Pinilla salta più in alto di tutti e firma il gol dell’1-1 in CalabriaEntrambe le squadre in 10 già alla fine del primo tempo: per i biancorossi il cartellino rosso è toccato a Freddi
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REGGIO CALABRIA. Vedi alla voce "ingenuità". Quelle che fanno prendere gol dopo pochi secondi, quelle che lasciano la squadra in dieci. Il Grifone ricomincia da qui. Dai soliti guai, insomma. Ma anche dai soliti noti: è grazie a Pinilla (e ad Acerbis) se la trasferta porta un punto.
Insomma: l'anno nuovo comincia positivamente, contro una (ex) grande che continua a zoppicare e che per l'Epifania cercava la svolta. Invece il bunker Grosseto ha resistito. Della deconcentrazione iniziale, il Grifone ha ormai fatto un vero e proprio marchio di fabbrica. La Reggina (come già Cesena e Salernitana - ricordate?) approfitta del "vuoto", crossa, scambia in area e permette a Pagano di fissare il punteggio sull'1-0 dopo appena 75". E comunque non è un caso. La truppa di Iaconi è sbilanciata completamente in avanti e la spinta di Rizzato crea fin troppi grattacapi. O con la manovra o con il tiro da fuori, gli amaranto instaurano un dominio che non ammette repliche. Area quasi costantemente presidiata dai calabresi che reclamano anche un rigore (un secondo episodio anche dopo la mezz'ora).
Quando il Grosseto ci prova in contropiede, del resto, un brutto fallo costringe Joelson a chiedere il cambio e il Gus a far entrare Vitiello sulla mediana, avanzando Consonni trequartista. Cinque minuti e il cambio forzato produce effetti: Vitofrancesco la mette in mezzo con il radar, immaginando che l'ariete cileno non tardi a farsi vivo. E immagina bene, perché Pinilla c'è, vola e incorna imperiosamente e imparabilmente. Parità. E partita che sembra destinata a prospettive fino a poco prima inimmaginabili quando Carmona viene espulso poco dopo la mezz'ora (due gialli, l'ultimo su Consonni). Breve illusione. Al 41' due episodi concentrati nel giro di altrettanti secondi: un palo colpito da Pinilla in una spettacolare rovesciata e l'espulsione di un colpevolmente deconcentrato Freddi, che riporta i numeri in perfetto equilibrio. Vito scende a dare una mano in difesa, Turati si accentra, Consonni arretra. E il tempo si chiude senza altri sussulti, a parte i fischi che il popolo reggino destina a Tommasi.
A inizio ripresa, Grifone addirittura in 9 per i 3' necessari alle cure di Melucci (fasciatura alla testa dopo uno scontro). Poi ci pensa Acerbis a chiudere lo specchio a Barillà, liberato dalla solita abilità reggina di controllo del pallone in area. Pur se con un fastidioso vento da sud a favore, il Grifone non passa mai la metà campo fino al 15'. Inserendo Conteh, il Gus ripristina la linea di retroguardia accorgendosi della sofferenza biancorossa (6 corner nei primi 20'). La pressione amaranto è comunque notevole. E il Grifone non riesce ad allungarsi (clamoroso poi il tiro fuori bersaglio di uno stanco e nervoso Pinilla in contropiede). La Reggina invece cerca ancora le verticalizzazioni: su quella al 42', Tommasi rileva non un fallo in area ma una simulazione di Missiroli e lo ammonisce fra l'ennesima bordata di improperi. Capitolazione biancorossa evitata di un millimetro quando Acerbis smanaccia un diagonale di Cacia. Pareggio salvato. E su un pari al Granillo c'è da metterci la firma. Sempre.
Insomma: l'anno nuovo comincia positivamente, contro una (ex) grande che continua a zoppicare e che per l'Epifania cercava la svolta. Invece il bunker Grosseto ha resistito. Della deconcentrazione iniziale, il Grifone ha ormai fatto un vero e proprio marchio di fabbrica. La Reggina (come già Cesena e Salernitana - ricordate?) approfitta del "vuoto", crossa, scambia in area e permette a Pagano di fissare il punteggio sull'1-0 dopo appena 75". E comunque non è un caso. La truppa di Iaconi è sbilanciata completamente in avanti e la spinta di Rizzato crea fin troppi grattacapi. O con la manovra o con il tiro da fuori, gli amaranto instaurano un dominio che non ammette repliche. Area quasi costantemente presidiata dai calabresi che reclamano anche un rigore (un secondo episodio anche dopo la mezz'ora).
Quando il Grosseto ci prova in contropiede, del resto, un brutto fallo costringe Joelson a chiedere il cambio e il Gus a far entrare Vitiello sulla mediana, avanzando Consonni trequartista. Cinque minuti e il cambio forzato produce effetti: Vitofrancesco la mette in mezzo con il radar, immaginando che l'ariete cileno non tardi a farsi vivo. E immagina bene, perché Pinilla c'è, vola e incorna imperiosamente e imparabilmente. Parità. E partita che sembra destinata a prospettive fino a poco prima inimmaginabili quando Carmona viene espulso poco dopo la mezz'ora (due gialli, l'ultimo su Consonni). Breve illusione. Al 41' due episodi concentrati nel giro di altrettanti secondi: un palo colpito da Pinilla in una spettacolare rovesciata e l'espulsione di un colpevolmente deconcentrato Freddi, che riporta i numeri in perfetto equilibrio. Vito scende a dare una mano in difesa, Turati si accentra, Consonni arretra. E il tempo si chiude senza altri sussulti, a parte i fischi che il popolo reggino destina a Tommasi.
A inizio ripresa, Grifone addirittura in 9 per i 3' necessari alle cure di Melucci (fasciatura alla testa dopo uno scontro). Poi ci pensa Acerbis a chiudere lo specchio a Barillà, liberato dalla solita abilità reggina di controllo del pallone in area. Pur se con un fastidioso vento da sud a favore, il Grifone non passa mai la metà campo fino al 15'. Inserendo Conteh, il Gus ripristina la linea di retroguardia accorgendosi della sofferenza biancorossa (6 corner nei primi 20'). La pressione amaranto è comunque notevole. E il Grifone non riesce ad allungarsi (clamoroso poi il tiro fuori bersaglio di uno stanco e nervoso Pinilla in contropiede). La Reggina invece cerca ancora le verticalizzazioni: su quella al 42', Tommasi rileva non un fallo in area ma una simulazione di Missiroli e lo ammonisce fra l'ennesima bordata di improperi. Capitolazione biancorossa evitata di un millimetro quando Acerbis smanaccia un diagonale di Cacia. Pareggio salvato. E su un pari al Granillo c'è da metterci la firma. Sempre.
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