Gioco
PALLACANESTRO
L'addio a Uberto Niccolaisegretario per antonomasia
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SEGRETARIO. Uberto NiccolaiIl segretario se ne è andato. Uberto Niccolai era il segretario per antonomasia: per competenze, per dedizione, per gli anni che aveva dedicato alla pallacanestro.
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GROSSETO. Il segretario se ne è andato. Uberto Niccolai era il segretario per antonomasia: per competenze, per dedizione, per gli anni che aveva dedicato alla pallacanestro.
Il segretario degli anni d'oro del basket grossetano è stato lui: con la penna dietro alla scrivania della sede (indimenticabile al palazzo Cosimini o in via De Pretis) o con in mano l'asciugamano passato al giocatore nel time-out, che fosse il vecchio o il nuovo palasport. Uberto Niccolai è morto per malattia a Siena all'età di 75 anni. Il rito funebre è stato celebrato ieri pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore.
Dipendente di quella che un tempo era chiamata la Banca Commerciale Italiana, alle 17 staccava con pronti contro termine e scoperti di credito e attaccava (a tempo pieno) con la palla a spicchi. Un salto agli allenamenti, un salto in sede. Una trasferta da organizzare, un giocatore da seguire in modo particolare, i biglietti della partita da preparare, i rapporti con la zona di Livorno e il Comitato regionale. Uberto c'era. E a fine partita, eccolo con la copia del referto in mano a contare i punti, i tiri liberi, i falli.
Dal basket pioneristico con il professor Oscar Marrone a quello di eccellenza con Ovidio Paladini. È stato il suo mondo per tantissimi anni, per una vita. Gli ha dato grandissime gioie, ricambiatissimo. E il mondo del basket grossetano non può che ringraziarlo. (p.s.)
Il segretario degli anni d'oro del basket grossetano è stato lui: con la penna dietro alla scrivania della sede (indimenticabile al palazzo Cosimini o in via De Pretis) o con in mano l'asciugamano passato al giocatore nel time-out, che fosse il vecchio o il nuovo palasport. Uberto Niccolai è morto per malattia a Siena all'età di 75 anni. Il rito funebre è stato celebrato ieri pomeriggio nella chiesa del Sacro Cuore.
Dipendente di quella che un tempo era chiamata la Banca Commerciale Italiana, alle 17 staccava con pronti contro termine e scoperti di credito e attaccava (a tempo pieno) con la palla a spicchi. Un salto agli allenamenti, un salto in sede. Una trasferta da organizzare, un giocatore da seguire in modo particolare, i biglietti della partita da preparare, i rapporti con la zona di Livorno e il Comitato regionale. Uberto c'era. E a fine partita, eccolo con la copia del referto in mano a contare i punti, i tiri liberi, i falli.
Dal basket pioneristico con il professor Oscar Marrone a quello di eccellenza con Ovidio Paladini. È stato il suo mondo per tantissimi anni, per una vita. Gli ha dato grandissime gioie, ricambiatissimo. E il mondo del basket grossetano non può che ringraziarlo. (p.s.)
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