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Il Grifone parla solo sudamericano

Pierluigi Sposato
<strong>INCONTENIBILE.</strong> Mauricio Pinilla, 8 gol in questa stagione
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INCONTENIBILE. Mauricio Pinilla, 8 gol in questa stagione

Il Grifone torna a parlare sudamericano. Stavolta non c'è il solito (e benedetto!) monologo-Pinilla. Nel samba fatto ballare all'ormai ex capolista Ancona ridotto in 10 per quasi 60' si inserisce Joelson, che era all'asciutto da un paio di mesi

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GROSSETO. Il Grifone torna a parlare sudamericano. Stavolta non c'è il solito (e benedetto!) monologo-Pinilla. Nel samba fatto ballare all'ormai ex capolista Ancona ridotto in 10 per quasi 60' si inserisce Joelson, che era all'asciutto da un paio di mesi. Ed è dai piedi del brasiliano prima, implacabile dal dischetto, e del cileno poi, prepotente come di consueto, che arriva la prima vittoria con la rete biancorossa rimasta finalmente immacolata.

Balla, l'Ancona. E balla come vuole il Grosseto, che non si fa impensierire dalla posizione di vertice dei marchigiani né dimostra di trascinarsi dietro tare negative della trasferta di Lecce. I biancorossi iniziano danzando sulle punte, gli uomini di Salvioni la mettono subito sul muscolare. Forse proprio per paura della forza del Grifone. Nei primi minuti, più di Pinilla c'è Joelson: è lui la punta più avanzata, è lui il protagonista di tre azioni offensive da brivido, è lui che fa rimediare a Surraco il primo giallo. È lui, infine, che trasforma il sacrosanto rigore del vantaggio (settimo concesso, settimo realizzato). Il carnet di ballo del Grifone dovrebbe necessariamente essere lungo, visto che è appena passato il 15'. Eppure i biancorossi si siedono un po' a guardare la pista da fuori. Assistono alla riscossa di un Ancona che ha comunque due bocche da fuoco invidiabili. Come consuetudine, al centro dell'area maremmana si aprono i soliti corridoi: però Mastronunzio è impreciso, come lo sarà per tutta la partita. Passa la mezz'ora e in campo ci sono solo scintille: non serve richiamare i capitani. A Calvarese la partita sfugge di mano in una manciata di minuti. Il clou al 40', quando, dopo un fallo di Mora su Colacone, fischia il secondo giallo a Surraco per un intervento scorretto su Carobbio; poi ci ripensa e richiama in campo l'uruguaiano; poi ci ripensa di nuovo e il rosso diventa esecutivo. Salvioni è una furia anche all'uscita per il riposo.

La ripresa è di stampo cileno. Il toro delle Ande ci mette solo 26 secondi (a Lecce, invece, furono 85) per apporre il meritato sigillo anche su questo incontro: Mauricio va a bersaglio da tre partite consecutive e scala la classifica marcatori con la stessa prepotenza con cui segna. Stavolta il tiro non è irresistibile ma sbuca tra due difensori e Da Costa parte in ritardo. L'Ancona in 10 è sempre più nervoso e il Gus decide che per Consonni può bastare: entra Valeri (mancava da Mantova) in una staffetta tra freschi rinnovi di contratto. C'è ancora spettacolo con Job-Pinilla-Job ma ci sono anche una miriade di passaggi sbagliati: che sia pressione psicologica o merito dell'Ancona (che non rinuncia mai a costruire e attaccare), il Grosseto si fa mettere con le spalle al muro. In dieci minuti i dorici costruiscono 4 palloni che non vedono il gol per un niente (e per l'abilità di Acerbis). La politica dei calcioni prende il posto della bravura nel ballo e il Grosseto soffre come non ti aspetteresti mai in superiorità numerica e di gol. Prima che la musica finisca, però, il Grifone riesce a ristabilire la differenza tra valori in campo. Il cronometro scorre e l'Ancona si rende conto di non potercela fare, nemmeno con i cambi. Il Grosseto non fallisce il primo dei due appuntamenti casalinghi ravvicinati. Il martedì con l'Albinoleffe è dietro l'angolo: il bis è necessario.

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