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Quando ci si mette anche la sfortuna

Paolo Franzò
<strong>DUELLO.</strong> Marilungo e Federici
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DUELLO. Marilungo e Federici

Non servirà per lenire l'amarezza ma sulla rocambolesca gara di Lecce a tutte le altre (più che giuste) considerazioni si deve comunque aggiungere una dose di sfortuna non indifferente. A partire dall'ennesimo infortunio a Pinilla, passando per la deviazione (decisiva), di Conteh, sulla punizione dell'1-2.

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GROSSETO. Non servirà per lenire l'amarezza ma sulla rocambolesca gara di Lecce a tutte le altre (più che giuste) considerazioni si deve comunque aggiungere una dose di sfortuna non indifferente. A partire dall'ennesimo infortunio a Pinilla, passando per la deviazione (decisiva), di Conteh, sulla punizione dell'1-2.

Sino al gol inspiegabilmente annullato a Joelson (finalmente l'aveva buttata dentro...) che avrebbe riportato i biancorossi avanti di 2 gol. Non servirà a lenire l'amarezza, ma trattasi indubbiamente di una sconfitta davvero immeritata per i torelli. Una di quelle gare che possono però servire a trovare dentro di sé la rabbia e la voglia per reagire immediatamente. Per dimostrare che questo Grosseto non vale la classifica attuale, ma molto di più. E quale occasione migliore della prossima partita, ovvero quella di sabato allo Zecchini, contro l'Ancona capolista sorprendente di questo pazzo campionato?

Basterebbe tutto questo per dire che non hanno alcun senso le continue voci che vorrebbero in bilico la posizione di Elio Gustinetti. Un tecnico al quale si fa fatica ad ascrivere delle colpe particolari sino ad ora. Certo, è inspiegabile come si possa giocar così male con la Salernitana e, una settimana dopo, andare in casa del Lecce e regalare spettacolo. Ma cambiare l'allenatore in questo momento (se è vero che la proprietà ci starebbe pensando) francamente pare una follia, tanto più alla vigilia di 2 gare interne consecutive (Ancona e Albinoleffe). La verità è che la squadra, prima di eventuali rinforzi di gennaio, è questa. A Lecce, il saldo tra punti conquistati nel primo tempo e dilapidati nella ripresa, è salito addirittura a 10. La maniera in cui arrivano i gol avversari è sempre la stessa (leggi alla voce: distrazioni). Emblematico quello di Angelo per il 2-2, con Federici (brutto rientro il suo) che non si accorge per niente dell'avversario che gli arriva alle spalle, quasi fosse Gatto Silvestro, quatto quatto.

Ma una bella tirata di orecchie, se la merita anche il direttore di gara, ovvero il signor Peruzzo di Schio, che ha consentito ai difensori della squadra di De Canio di picchiare sistematicamente per 38' il buon Pinilla, sino a ridurlo all'impotenza, senza tirar fuori lo straccio di un cartellino giallo. Con il cileno in campo, il Grosseto avrebbe vinto per "dispersione". Semplicemente devastante, ma nella sua fragilità fisica si capisce il perché di una carriera "stellare" svanita.
In ogni caso, non si offenda nessuno se definiamo questo Grosseto Pinilla-dipendente. E non certo solo per i gol, ma anche per tutto il resto. Uomo reparto vero. Non rimane che sperare in un altro recupero lampo, altrimenti son dolori. D'altra parte, anche senza di lui, la squadra ha prodotto una vagonata di palle gol. Ma se non si butta mai dentro, alla fine, come spesso accade quest'anno, gli altri ti puniscono.

Così, se proprio si deve sostituire il Gus, l'unico nome che ci viene in mente è quello del mago Merlino.

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