Il dolore
Sport Calcio
Grosseto, l'illusione dura un tempo
dall'inviato Pierluigi Sposato
◗
L’INCORNATA. Sul corner di Carobbio Pinilla svetta e segna il primo golA volte le imprese impossibili riescono. Al Grifone di ieri l'impresa è riuscita solo nel primo tempo. Quando i biancorossi sono stati di una bellezza e di una superiorità abbagliante. Poi il Lecce ha ribaltato il risultato e si si è interrotta la serie positiva di sei giornate
3 MINUTI DI LETTURA
LECCE. A volte le imprese impossibili riescono. Al Grifone di ieri l'impresa è riuscita solo nel primo tempo. Quando i biancorossi sono stati di una bellezza e di una superiorità abbagliante. Poi il Lecce ha ribaltato il risultato e si si è interrotta la serie positiva di sei giornate.
L'avvio è una sorpresa piacevolissima. Mai così veloce, il Grifone. Mai era andato a bersaglio dopo 85 secondi. Mai era andato in vantaggio per primo in trasferta (due volte, poi!) e mai aveva costretto l'avversario a inseguire. Mai (con un solo precedente, del resto) aveva segnato due reti al Via del Mare. Bravo, determinato, fortunato quanto basta, il Grifone sciorina un'inaspettata propensione offensiva. E anche se i giallorossi non difettano di profondità, l'ultimo passaggio è preda dei guanti di Acerbis. E poi c'è un Pinilla strepitoso. Segna alla prima occasione con una prepotente scelta di tempo, raddoppia con un gesto tecnico che strappa applausi. Poco dopo la mezz'ora, il Grosseto sta vincendo per 2 a 0. C'è da far festa nel microsettore dove sono asserragliati 25 tifosi biancorossi. Una festa che purtroppo dura poco. Perché subito dopo, all'ennesimo scontro duro, il cileno è costretto ad alzare bandiera bianca per un problema muscolare. Dentro Pichlmann. Il Lecce cerca con Giacomazzi e Defendi il modo di raddrizzare la barca. Ma è con Fabiano che trova il gol che riaccende la speranza. Un missile su punizione che urta la barriera e rende vano qualsiasi tentativo del portiere. Nei minuti di recupero Acerbis rischia di capitolare di nuovo, ma viene graziato prima dal palo sinistro centrato da Vives e poi dalla mira imperfetta di Baclet sulla ribattuta. Nel bilancio del primo tempo biancorosso c'è un gol annullato a Joelson, una parata monstre su inzuccata di Job e una punizione di Vitofrancesco che si infrange su una barriera troppo vicina: e le proteste causano un'ammonizione per Carobbio.
Inizia il secondo tempo ed inizia, purtroppo, nella peggiore tradizione maremmana (leggi: Cesena e Salernitana). Cioè con una rete subita nei primissimi secondi. Angelo pareggia dopo 57'': Defendi la butta dentro, nessun difensore l'aggancia, il giallorosso sbuca dietro a tutti e insacca. Il Lecce è sempre più padrone del campo. Si potrebbe parlare di un monologo, se Rosati non avesse respinto la bordata di Vitofrancesco, se Freddi e Turati non avessero mancato il tap-in in due corner successivi, se Job non si fosse fatto intercettare la conclusione e se Vitofrancesco avesse inquadrato sulla ribattuta. Però c'è più Lecce, c'è poco da fare. E quando si apre la voragine centrale, Giacomazzi è bravo a farsi trovare da Giuliatto, a mettere a sedere Federici e a perforare Acerbis. E' il 3-2 che premia una rimonta che sembrava impossibile. Però è solo il 29', c'è un sacco di tempo. Il Gus butta dentro D'Alessandro e Alfageme. Grifone tutto sbilanciato in avanti, con Vito retrocesso in difesa in luogo di Federici. Il finale è tutto biancorosso. Ma c'è il portiere: prima dice no a Carobbio, poi porta fuori bersaglio Pichlmann. E il Lecce può suonare la piccola marcia trionfale che significa primato.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
