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Michele Nannini
<strong>PADRONI.</strong> Velasquez riceve la coppa da Siegel
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PADRONI. Velasquez riceve la coppa da Siegel

La coppa più bella della storia azzurra. Perché sotto 2-1 alla fine del primo tempo, che con il 4-3 dell'andata significa partire da -2, Banca Etruria Follonica ha tirato fuori l'orgoglio e la classe recuperando nella seconda parte del secondo tempo e mettendo alle corde un Viareggio che a metà gara pensava di avere già la coccarda sulle maglie

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FOLLONICA. La coppa più bella della storia azzurra. Perché sotto 2-1 alla fine del primo tempo, che con il 4-3 dell'andata significa partire da -2, Banca Etruria Follonica ha tirato fuori l'orgoglio e la classe recuperando nella seconda parte del secondo tempo e mettendo alle corde un Viareggio che a metà gara pensava di avere già la coccarda sulle maglie. Invece gli azzurri di coach Paghi riescono nell'impresa, superano 5-3 i bianconeri per la legittima gioia del pubblico del Golfo (a dire la verità meno numeroso del solito). Una sfida decisa dai tanti, troppi, fischi arbitrali, che soprattutto nella ripresa hanno in pratica sancito tutto l'andamento della gara in virtù delle tante inferiorità (e superiorità) numeriche.
Alla fine è stato più cinico, preciso e voglioso di vincere il Follonica, letteralmente trasformato dopo un primo tempo a regime ridotto. Anche perché l'inizio è stato da incubo per i padroni di casa: pronti via e Velasquez potrebbe allungare su rigore, parato, prima della doppietta di Montivero e Squeo in meno di un minuto. Roba da stendere un elefante.
Banca Etruria accusa il colpo, quasi incredula di come si sia messa subito male la partita decisiva della stagione. Serve la prima superiorità numerica azzurra per iniziare il lungo e lento recupero, con Velasquez che stavolta sigla da fuori il gol dell'1-2.
Protagonisti assoluti i portieri, che si superano nel dire di no agli attacchi avversari; Fontana soprattutto deve fare gli straordinari verso il 18' quando evita a più riprese l'allungo viareggino, mentre dall'altra parte il Circolo Giovani Calciatori sembra non sbagliare niente in difesa.
Nella ripresa, dopo i primi otto minuti di equilibrio, cominciano i fuochi d'artificio: ad ogni fallo, vero o presunto, Eccelsi e Barbarisi iniziano a sventolare cartellini blu in ogni direzione, fondamentale sbagliare il meno possibile dal dischetto.
Così, mentre Banca Etruria appare finalmente trasformata e affamata di successo, il Viareggio inizia un lento declino di gioco e di fiato tanto da farsi superare in meno di un minuto dal rigore di uno storico Bresciani e da quello di Ordonez.
Una volta in vantaggio il Follonica non accenna a diminuire la pressione, sbaglia tanto e chiude ogni varco agli ospiti che passano solo su tiri di prima.
Di Salvadori ed Ordonez le reti decisive: l'attaccante follonichese insacca in contropiede l'assist di Polverini per il gol più importante della carriera; il puntero argentino opera la rete del sorpasso ancora su tiro di prima dopo il rosso a Montivero per simulazione (momentaneo gol del 4-3 di Montivero ancora dal dischetto).
A fine gara legittima soddisfazione per tutto l'entourage del Golfo, che a metà partita vedeva la sesta coppa Italia di fila come un miraggio ormai quasi irraggiungibile. Altro discorso il fatto che, in pratica, la sfida sia stata decisa quasi esclusivamente dai fischi arbitrali: da quest'anno è così, prendere o lasciare. Speriamo che, prima possibile, si abituino tutti alle nuove regole.

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