Il dolore
Motociclismo
La nuova sfida impossibile di Silvia
Massimo Galletti
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AVVENTURA. Giannetti, Presenti e Mugnaioli alla presentazioneLa grossetana Silvia Giannetti sarà la prima donna italiana in assoluto a partecipare in oltre 30 anni di edizioni alla prossima Dakar 2010 in sella ad una moto. Ad accompagnarla in questa avventura che prenderà il via il 1º gennaio 2010 da Buenos Aires, anche Fabrizio Mugnaioli
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GROSSETO. La grossetana Silvia Giannetti sarà la prima donna italiana in assoluto a partecipare in oltre 30 anni di edizioni alla prossima Dakar 2010 in sella ad una moto. Ad accompagnarla in questa avventura che prenderà il via il 1º gennaio 2010 da Buenos Aires, anche Fabrizio Mugnaioli.
Il pilota mancianese le farà da supporto durante la corsa più massacrante al mondo. In sella alle loro Ktm, dovranno affrontare oltre 10.000 chilometri di sabbia, dune, rocce e fango nell'infernale percorso che si sonderà fra Argentina e Chile. Ufficialmente l'avventura ha preso il via con la conferenza stampa di presentazione nella sede della Gardenia (c'era il direttore commerciale Daniele Presenti), uno dei principali sponsor dei maremmani. Gardenia infatti ha voluto legare il nome del suo marchio in questa impresa perché Silvia e Fabrizio sono guidati nella determinazione di affrontare le sfide impossibili. Gli stessi che guidano da anni le scelte commerciali dell'azienda grossetana. Una sfida nella sfida, come ha detto la Giannetti: «Sono molto motivata, ma la tensione in questi ultimi giorni prima della partenza è alle stelle. Tra le piste africane e la Dakar le differenze sono molte. Non sarà tanto il piazzamento finale con cui terminerò al gara, ma il vero successo sarà arrivare indenni fino alla fine della corsa. L'anno scorso su 215 partenti, oltre un terzo si sono ritirati per vari motivi, dalle noie meccaniche o a problemi fisici dovuti alle cadute. La Dakar a differenza del Rally dei Faraoni o di Tunisia è veramente imprevedibile».
Sarà l'unica italiana in gara, ma ci saranno altre donne a contenderti un posto nella classifica finale.
«Anche per questo sarà più difficile - prosegue la Giannetti - Dovrò stare attenta alla francese Ludovic, che ha molta più esperienza di me. Altra concorrente pericolosa potrebbe essere la svedese Annie Stille».
In caso di guasto alle Ktm come potrete intervenire in tempi rapidi?
«Ci porteremo dall'Italia una cassa con vari pezzi di ricambio. inoltre potremo contare sull'aiuto del meccanico spagnolo Fernando Prade, che è stato per tanti anni il meccanico ufficiale della scuderia Ktm. Possiamo contare sulla sua grande esperienza».
Anche Fabrizio Mugnaioli non vede l'ora di partire.
Cosa vi preoccupa di più di questa gara?
«Soprattutto la polvere - risponde Mugnaioli - A differenza della sabbia africana, la polvere delle piste sudamericane sembra borotalco, tanto è fine. Si può infilare in ogni parte della moto e toglierla potrebbe diventare un grosso problema».
Come avete modificato le moto?
«Le Ktm sono sostanzialmente quella delle piste africane. Abbiamo accorciato i rapporti, tenendo conto che non dovremo andare velocissimi, ma dovremo stare attenti a risparmiare i mezzi. Vogliamo arrivare al traguardo di Buenos Aires».
Il pilota mancianese le farà da supporto durante la corsa più massacrante al mondo. In sella alle loro Ktm, dovranno affrontare oltre 10.000 chilometri di sabbia, dune, rocce e fango nell'infernale percorso che si sonderà fra Argentina e Chile. Ufficialmente l'avventura ha preso il via con la conferenza stampa di presentazione nella sede della Gardenia (c'era il direttore commerciale Daniele Presenti), uno dei principali sponsor dei maremmani. Gardenia infatti ha voluto legare il nome del suo marchio in questa impresa perché Silvia e Fabrizio sono guidati nella determinazione di affrontare le sfide impossibili. Gli stessi che guidano da anni le scelte commerciali dell'azienda grossetana. Una sfida nella sfida, come ha detto la Giannetti: «Sono molto motivata, ma la tensione in questi ultimi giorni prima della partenza è alle stelle. Tra le piste africane e la Dakar le differenze sono molte. Non sarà tanto il piazzamento finale con cui terminerò al gara, ma il vero successo sarà arrivare indenni fino alla fine della corsa. L'anno scorso su 215 partenti, oltre un terzo si sono ritirati per vari motivi, dalle noie meccaniche o a problemi fisici dovuti alle cadute. La Dakar a differenza del Rally dei Faraoni o di Tunisia è veramente imprevedibile».
Sarà l'unica italiana in gara, ma ci saranno altre donne a contenderti un posto nella classifica finale.
«Anche per questo sarà più difficile - prosegue la Giannetti - Dovrò stare attenta alla francese Ludovic, che ha molta più esperienza di me. Altra concorrente pericolosa potrebbe essere la svedese Annie Stille».
In caso di guasto alle Ktm come potrete intervenire in tempi rapidi?
«Ci porteremo dall'Italia una cassa con vari pezzi di ricambio. inoltre potremo contare sull'aiuto del meccanico spagnolo Fernando Prade, che è stato per tanti anni il meccanico ufficiale della scuderia Ktm. Possiamo contare sulla sua grande esperienza».
Anche Fabrizio Mugnaioli non vede l'ora di partire.
Cosa vi preoccupa di più di questa gara?
«Soprattutto la polvere - risponde Mugnaioli - A differenza della sabbia africana, la polvere delle piste sudamericane sembra borotalco, tanto è fine. Si può infilare in ogni parte della moto e toglierla potrebbe diventare un grosso problema».
Come avete modificato le moto?
«Le Ktm sono sostanzialmente quella delle piste africane. Abbiamo accorciato i rapporti, tenendo conto che non dovremo andare velocissimi, ma dovremo stare attenti a risparmiare i mezzi. Vogliamo arrivare al traguardo di Buenos Aires».
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