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Il Grosseto esce indenne dal Menti

dall'inviato Pierluigi Sposato
<strong>OCCASIONE</strong>. La spettacolare rovesciata Pinilla ha sfiorato il gol
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OCCASIONE. La spettacolare rovesciata Pinilla ha sfiorato il gol

Le difese hanno avuto la meglio sugli attaccanti I maremmani più vivi nel secondo tempo Acerbis sugli scudi

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VICENZA. Finisce in pareggio, il 7º per il Vicenza su 7 gare interne. E finisce con capitan Consonni uscito in barella dopo essersi accasciato un minuto dopo aver subito un colpo alla testa. Non ha mai perso conoscenza, ma ieri sera è stato portato al pronto soccorso.
Una misura squisitamente precauzionale a causa di una piccola contusione cervicale. Le prossime ore detteranno i tempi di recupero. Quello del Grifone al Menti è stato il secondo 0-0 stagionale, dopo Crotone. Quinto risultato utile consecutivo, 9 punti, imbattibilità in trasferta da un mese.
Ma non è stato facile. Il ritorno al 4-1-4-1 non preserva il Grifone dall'apertura di pericolose "gallerie" centrali difensive ma, di contro, sembra garantire un'offensività più spiccata. Propensione non sfruttata nei minuti iniziali, fino a lasciare ai veneti - che pure hanno i loro problemi di formazione titolare - iniziativa, geometrie e conclusioni. Buon per Acerbis che Bjelanovic e Sgrigna soffrano di imprecisione dentro i 16 metri. E che Freddi monti una guardia serrata. Lo scivolamento progressivo di Consonni verso destra e il contestuale cambio di fascia per D'Alessandro, rimpiazzato a destra da Vitiello, non producono risultati apprezzabili. Il pallino resta in mano Lanerossi. Fa (finalmente) eccezione D'Alessandro che nel finale di tempo si procura due buoni palloni da lavorare. Ma da qui a schiodare lo 0-0 il passo è lungo. Anche perché là dietro c'è un tipo esperto come Ferri, bravo ad anticipare e a spegnere i sogni di gloria di Carobbio pronto alla battuta vincente.
L'unica novità di inizio ripresa è l'accensione dei riflettori. Al Menti stenta invece ad accendersi il gioco. È anche "colpa" dei difensori di entrambe, bravi ad anticipare e a chiudere ben prima che i palloni vengano recapitati in area piccola. Dalla tribuna vicentina gli inviti a svegliarsi fioccano. Il primo a raccoglierli è Sgrigna, trasferitosi a destra, la cui sventola manca il bersaglio di un niente. Risponde Pinilla con una spettacolare rovesciata da centro area, con sorte identica. Risponde anche Maran, che toglie Bernardini per inserire Paonessa. Per spostare gli equilibri servirebbe il colpo di genio. Basterebbe una minima situazione di superiorità. Pensi a D'Alessandro (di nuovo a destra) ma lo vedi penalizzato dal terreno scivoloso. Pensi a Carobbio ma lo vedi troppo lontano dall'area. Pensi a Joelson ma lo vedi litigare con il pallone. L'equilibrio, invece, rischia di spezzarlo proprio Paonessa su punizione: ma la manona di Acerbis proteso in tuffo salva il pareggio. Con l'ingresso di Federici per Pinilla, il Gus cambia ruolo a Mora e Carobbio, avanzandoli, e a Joelson, tornato punta. Spazzolatore davanti alla difesa diventa Vitiello mentre Vitofrancesco prova a dare vivacità alla corsia destra. Prima Carobbio costringe Fortin a una deviazione in angolo, poi Vito spara in corsa per la presa a terra del portiere vicentino. L'assedio finale è però del Lanerossi, che al 49' reclama un rigore per un intervento di Freddi con il braccio in caduta: è solo corner e sono bordate di fischi per Guida. E un sospiro di sollievo per il Grosseto.

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