La manifestazione
calcio
Grosseto mette alla frusta il Cesena
dall'inviato Pierluigi Sposato
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MISSILE Il gol dell’1-1 firmato da Filippo CarobbioPadroni di casa in vantaggio nei primi secondi dei due tempi, subito raggiunti prima da Carobbio poi da D'Alessandro
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CESENA. Che partita! Che spettacolo! Che gol! Pareggio fantasmagorico per il Grifone in formazione inedita sul campo della seconda in classifica. Sotto due volte e capace di ristabilire gli equilibri nel giro di pochi minuti in entrambe le circostanze. Bravo a chiudere e ad allungare.
Non bastano le già numerose falle apertesi nel vascello del Gus il giorno della partenza. Poco prima dell'inizio dà forfait anche Turati, che si accomoda sottocoperta. Consonni prova appena arrivato al Manuzzi: corsa e stretching ma scuote la testa. Non naviga nemmeno Joelson. Così ripartono titolari Vitofrancesco, Papini e D'Alessandro per un 4-1-4-1 orfano anche di Valeri escluso per il contratto. Così stravolto, il Grifone subisce il gol di Do Prado quando non è passato nemmeno un minuto di gioco. Tsunami che mette impietosamente a nudo, se mai ce ne fosse bisogno, le ataviche lacune difensive biancorosse sul limite dell'area.
Peccato mortale dal quale sembra dover discendere un pomeriggio di tempesta tropicale sulla testa dei maremmani, a dispetto del cielo romagnolo finalmente sgombro di nubi. E invece - uno scatto d'orgoglio, l'emergere dei valori, o qualsiasi altro motivo - il Grifone reagisce come se nulla fosse successo: anzi, segnando poco dopo.
Capolavoro balistico di Carobbio su cui nulla può l'esperienza di Antonioli. Marcato il pareggio, però, l'onda biancorossa si acquieta tanto rapidamente come si era sollevata. Bisoli scambia Do Prado con Schelotto - babordo con tribordo - e la manovra cesenate si fa profonda e incisiva. I raddoppi tolgono respiro e rifornimenti al gioco del Grifone, che non mette quasi più la prua nel campo avversario. Fatta eccezione per alcuni calci piazzati, tuttavia, nemmeno il Cesena riesce a rendersi particolarmente pericoloso. Bonaccia quasi totale. Le vele bianconere si tendono improvvisamente sul finale di tempo: e ci vuole un superlativo Acerbis per togliere con la manona l'incornata a colpo di sicuro di Parolo, un gol già fatto che si arena sui guantoni del portiere.
L'inizio della ripresa è una fotocopia del primo tempo. Anzi, stavolta il Cesena è più veloce e il raddoppio lo segna dopo appena 22": Do Prado lancia Schelotto che brucia Freddi e fa secco Acerbis, per il momentaneo primato della cadetteria dei romagnoli. Ma è più veloce anche il Grosseto, che pareggia dopo 4': primo gol per un caparbio D'Alessandro, bravo a crederci e a incornare prendendo in controtempo Antonioli.
In 45' il Grosseto aggrava del 50% il passivo stagionale della migliore difesa della B. Bisoli questa partita la vuole vincere e mette in acqua prima una vecchia corazzata come Bucchi e poi Pedrelli. Il Gus dà il cambio a Job (dentro Crescenzi), prima che Bucchi per due volte fallisca il gol, poi a uno spento Pichlmann (Alfageme), quindi a D'Alessandro quando il modulo era già passato al 4-4-2. Con il 4-5-1, Federici va a dar manforte alla difesa, Crescenzi incrocia sulla destra, Mora sale a sinistra. Passano i minuti e le due squadre capiscono che non riescono a superarsi. Bordeggiano senza affondare i colpi. E per il Grifone dalla ciurma rimaneggiata il punto va benone.
Non bastano le già numerose falle apertesi nel vascello del Gus il giorno della partenza. Poco prima dell'inizio dà forfait anche Turati, che si accomoda sottocoperta. Consonni prova appena arrivato al Manuzzi: corsa e stretching ma scuote la testa. Non naviga nemmeno Joelson. Così ripartono titolari Vitofrancesco, Papini e D'Alessandro per un 4-1-4-1 orfano anche di Valeri escluso per il contratto. Così stravolto, il Grifone subisce il gol di Do Prado quando non è passato nemmeno un minuto di gioco. Tsunami che mette impietosamente a nudo, se mai ce ne fosse bisogno, le ataviche lacune difensive biancorosse sul limite dell'area.
Peccato mortale dal quale sembra dover discendere un pomeriggio di tempesta tropicale sulla testa dei maremmani, a dispetto del cielo romagnolo finalmente sgombro di nubi. E invece - uno scatto d'orgoglio, l'emergere dei valori, o qualsiasi altro motivo - il Grifone reagisce come se nulla fosse successo: anzi, segnando poco dopo.
Capolavoro balistico di Carobbio su cui nulla può l'esperienza di Antonioli. Marcato il pareggio, però, l'onda biancorossa si acquieta tanto rapidamente come si era sollevata. Bisoli scambia Do Prado con Schelotto - babordo con tribordo - e la manovra cesenate si fa profonda e incisiva. I raddoppi tolgono respiro e rifornimenti al gioco del Grifone, che non mette quasi più la prua nel campo avversario. Fatta eccezione per alcuni calci piazzati, tuttavia, nemmeno il Cesena riesce a rendersi particolarmente pericoloso. Bonaccia quasi totale. Le vele bianconere si tendono improvvisamente sul finale di tempo: e ci vuole un superlativo Acerbis per togliere con la manona l'incornata a colpo di sicuro di Parolo, un gol già fatto che si arena sui guantoni del portiere.
L'inizio della ripresa è una fotocopia del primo tempo. Anzi, stavolta il Cesena è più veloce e il raddoppio lo segna dopo appena 22": Do Prado lancia Schelotto che brucia Freddi e fa secco Acerbis, per il momentaneo primato della cadetteria dei romagnoli. Ma è più veloce anche il Grosseto, che pareggia dopo 4': primo gol per un caparbio D'Alessandro, bravo a crederci e a incornare prendendo in controtempo Antonioli.
In 45' il Grosseto aggrava del 50% il passivo stagionale della migliore difesa della B. Bisoli questa partita la vuole vincere e mette in acqua prima una vecchia corazzata come Bucchi e poi Pedrelli. Il Gus dà il cambio a Job (dentro Crescenzi), prima che Bucchi per due volte fallisca il gol, poi a uno spento Pichlmann (Alfageme), quindi a D'Alessandro quando il modulo era già passato al 4-4-2. Con il 4-5-1, Federici va a dar manforte alla difesa, Crescenzi incrocia sulla destra, Mora sale a sinistra. Passano i minuti e le due squadre capiscono che non riescono a superarsi. Bordeggiano senza affondare i colpi. E per il Grifone dalla ciurma rimaneggiata il punto va benone.
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