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«Italiano è il valore aggiunto di questa squadra»
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CAPITANO Vasco FaìscaIl capitano torna al centro della difesa, dopo la squalifica, e il Padova riannoda il filo con la vittoria. Tre gol, Mantova annichilito ed Euganeo in festa per il secondo posto dei biancoscudati
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PADOVA. Il capitano torna al centro della difesa, dopo la squalifica, e il Padova riannoda il filo con la vittoria. Tre gol, Mantova annichilito ed Euganeo in festa per il secondo posto dei biancoscudati.
Solo un caso, Vasco Faìsca? «Sì, una semplice coincidenza - risponde il portoghese intervistato dal Mattino di Padova - Non è un difensore che fa la differenza, se fossi un attaccante probabilmente ci potrebbe stare...».
Eppure siete la seconda miglior retroguardia della serie B, Agliardi ha subìto solo 6 reti, 2 in più del Cesena. Significa che con l'attuale assetto avete creato un bunker solido dietro.
«Concordo. In effetti, con Cesar a destra, che spesso si accentra per dare una mano a Trevisan e al sottoscritto, siamo in tre a difendere, e questo permette a Renzetti di avere più libertà per sganciarsi. Con il passare del tempo, giocando insieme, abbiamo trovato un nostro equilibrio e automatismi efficaci».
Crotone solo un incidente di percorso, dunque?
«Ma sì... Anche perché il 2 a 1 è arrivato quando ormai la gara era chiusa. Niente da dire sul primo gol di Bonvissuto, giunto a coronamento di un'azione splendida, tutta di prima, da applausi. Sul secondo, bisogna dire che il cross del terzino è stato perfetto. Insomma, gli è andato tutto bene, mentre noi abbiamo patito lo stato del terreno, che ci ha impedito di sviluppare le abituali trame».
E il Padova che cos'ha in più?
«Italiano, innanzitutto. Sta facendo la differenza, è troppo forte per questa categoria. Noi sappiamo che, quando gli diamo la palla, ci pensa lui a trovare le soluzioni giuste. Poi, il campionato è altra musica: in Prima Divisione eravamo sempre costretti a "fare" la partita contro avversari che si presentavano all'Euganeo alzando le barricate. Le doti tecnico-tattiche faticavano ad emergere in C, mentre contano in B. Sì, è proprio un bel Padova, bello pure come gruppo».
Solo un caso, Vasco Faìsca? «Sì, una semplice coincidenza - risponde il portoghese intervistato dal Mattino di Padova - Non è un difensore che fa la differenza, se fossi un attaccante probabilmente ci potrebbe stare...».
Eppure siete la seconda miglior retroguardia della serie B, Agliardi ha subìto solo 6 reti, 2 in più del Cesena. Significa che con l'attuale assetto avete creato un bunker solido dietro.
«Concordo. In effetti, con Cesar a destra, che spesso si accentra per dare una mano a Trevisan e al sottoscritto, siamo in tre a difendere, e questo permette a Renzetti di avere più libertà per sganciarsi. Con il passare del tempo, giocando insieme, abbiamo trovato un nostro equilibrio e automatismi efficaci».
Crotone solo un incidente di percorso, dunque?
«Ma sì... Anche perché il 2 a 1 è arrivato quando ormai la gara era chiusa. Niente da dire sul primo gol di Bonvissuto, giunto a coronamento di un'azione splendida, tutta di prima, da applausi. Sul secondo, bisogna dire che il cross del terzino è stato perfetto. Insomma, gli è andato tutto bene, mentre noi abbiamo patito lo stato del terreno, che ci ha impedito di sviluppare le abituali trame».
E il Padova che cos'ha in più?
«Italiano, innanzitutto. Sta facendo la differenza, è troppo forte per questa categoria. Noi sappiamo che, quando gli diamo la palla, ci pensa lui a trovare le soluzioni giuste. Poi, il campionato è altra musica: in Prima Divisione eravamo sempre costretti a "fare" la partita contro avversari che si presentavano all'Euganeo alzando le barricate. Le doti tecnico-tattiche faticavano ad emergere in C, mentre contano in B. Sì, è proprio un bel Padova, bello pure come gruppo».
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