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Grosseto

Analisi

Grifone a bocca asciuttaanche nella quarta trasferta

Maurizio Caldarelli
<strong>DUELLO.</strong> Nicola Mora anticipa Locatelli
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DUELLO. Nicola Mora anticipa Locatelli

Ancora una trasferta senza vittorie per il Grifone. E' la quarta dall'inizio del campionato, cinque se si considera l'amaro viaggio di Livorno per i playoff promozione. L'ultimo brindisi risale insomma al 23 maggio scorso, ad Ancona, quando Consonni e compagni misero in cassaforte un posto nella volata per la serie A.

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GROSSETO. Ancora una trasferta senza vittorie per il Grifone. E' la quarta dall'inizio del campionato, cinque se si considera l'amaro viaggio di Livorno per i playoff promozione. L'ultimo brindisi risale insomma al 23 maggio scorso, ad Ancona, quando Consonni e compagni misero in cassaforte un posto nella volata per la serie A.
Dopo aver perso a Trieste, i biancorossi di mister Gustinetti erano usciti indenni dalle sfide esterne con Cittadella e Crotone, ma non hanno evitato uno stop al "Martelli" di Mantova.
In settimana, oltre all'assenza di Valeri (in partenza con la Nazionale - e comunque indisponibile per il Grifone se l'infortunio che lo ha indotto a chiedere il cambio dovesse essere più grave) si lavorerà pensando alle occasioni sprecate prima di subire il calcio di rigore che ha cambiato il volto ad una gara che i "Gus Boys" stavano interpretando bene. La tendenza di inizio campionato è stata rispettata: la difesa ha una maggiore concentrazione del passato, non ha incassato reti nella prima frazione (gli unici a bucare la rete maremmana sono stati il granata Bianchi e l'alabardato Nef), ma nella ripresa è capitolata ancora. Il mister dovrà riflettere sul fatto che nei secondi 45' sono arrivate con sabato scorso nove reti al passivo, di cui sette tra il 61' ed 90'. Una mezzora che sta tarpando le ali alla risalita verso le alte sfere della graduatoria che la squadra ha dimostrato di meritare sotto il piano del gioco. Meno spumeggiante rispetto a quella con il Brescia, ma sempre ottima, con quella traversa di Joelsom che grida vendetta.
Sotto di due reti, però, la squadra ha mostrato qualche pecca offensiva, con Pichlmann e Joelson che si sono creati una sola vera occasione a testa, prima di scomparire tra i fili d'erba del "Martelli". La difesa, che ha subito tra l'altro due reti in più delle prime otto partite dell'anno scorso, sembra il male minore; preoccupa casomai la minore reattività offensiva dopo uno svantaggio. Di questi tempi erano arrivate quindici reti, quest'anno siamo a otto, compresi tre rigori e due incornate del difensore Turati. Per tornare in alto, insomma, non basta solo il bel gioco. Serve qualcuno che cominci a metterla dentro, con continuità, come facevano Pichlmann e Sansovini.

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