Il dolore
Serie B
Grosseto inizia bene, poi si perde
dall'inviato Pierluigi Sposato
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IL 1º GOL Caridi mette a segno il primo gol del MantovaSegni di vitalità da D'Alessandro ma non bastano Nessuno finalizza dopo l'impostazione delle azioni
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MANTOVA. Aveva bisogno di punti, il Mantova. Di punti e di ritrovare fiducia in sé. Doppio obiettivo colto in un colpo solo contro un Grosseto dai due volti: pericoloso all'inizio, remissivo nella ripresa. Come se l'assenza eccellente avesse improvvisamente ammorbato il Grifone.
Anche se orfano di Consonni infortunato, il Grifone prende subito il comando delle operazioni. Due incornate in rapida successione di Joelson (la prima su punizione e la seconda sul corner successivo - c'è sempre il sinistro di Carobbio) portano i biancorossi ad appena un centimetro dal vantaggio. Più penetrante il Grosseto, più imponente il Mantova che - seppur alla disperata ricerca di punti - non rinuncia a restare lucido: prioritari la ricerca degli schemi e l'avanzamento complessivo. Però la copertura degli spazi prevale su entrambi i fronti e gli attacchi faticano a trovare i varchi giusti. Al punto che i palloni recapitati in area nella prima mezz'ora si contano sulle dita di una sola mano. Scarsi i risultati anche nel capitolo calci piazzati, che pure appaiono come il pezzo forte dei padroni di casa. Insomma, la partita si addormenta dal punto di vista della pericolosità. A cercare di ridestarla ci prova l'accoppiata Vitiello-Joelson, con la difesa lombarda che sbroglia una situazione antipatica a ridosso dell'area piccola. Poi ci prova Pichlmann, fuori bersaglio di un soffio con il piede. E la replica di Caridi per poco non sorprende Acerbis, che però fa buona guardia anche sul successivo tentativo di piede del mantovano. Tanto movimento ma pochi brividi.
Quelli che non mancano invece in apertura di ripresa (con Papini entrato al posto di Valeri e D'Alessandro scambiato di fascia con Vitiello): Freddi tira visibilmente la maglia di Nassi e De Marco fischia il calcio di rigore. Un'ingenuità grossa, anche e soprattutto perché il cross era fuori raggio d'azione. Per due volte Caridi segna dal dischetto e alla seconda (quella ritenuta valida dall'arbitro) porta in vantaggio i suoi. È il terzo rigore che i biancorossi subiscono in stagione. Il nervosismo si impadronisce del Grifone (giallo in un minuto a Freddi e Mora) che non sbanda ma non riesce nemmeno a riportarsi in avanti. E quando il Mantova (dentro Tarana) tira in porta, ecco che arriva il secondo gol: Nassi ha centimetri e secondi per controllare al limite dell'area, tirare in semirovesciata e far secco Acerbis apparso in ritardo. Il Gus capisce che è il caso di ripristinare i cursori di fascia sacrificati a inizio ripresa: esce Vitiello del resto schierato fuori posizione ed entra Job, mentre D'Alessandro torna a destra. Segni di vitalità arrivano proprio (ma soltanto) con il gioiellino romanista. Ma sono intermittenze con scarsi gradi di pericolosità. Nessuno sembra in grado di finalizzare l'azione maremmana. L'ingresso di Alfageme al posto dello spento Pichlmann porta con sé il difetto di origine della tardività. L'argentino non ha poi il tempo di calarsi nella partita, come Job. Sostenuto dal pubblico del Martelli, il Mantova conduce in porto una vittoria meritata. Meritatissima.
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