La manifestazione
Calcio
Imparare a gestire il vantaggio
Pierluigi Sposato
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IMPRENDIBILE. Cherubin costretto al fallo per fermare D’AlessandroA Cittadella come con il Gallipoli i biancorossi sono stati ripresi dopo essere andati per primi sull'1-0
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GROSSETO. Quanti punti in più avrebbe potuto avere il Grifone dopo 4 giornate? Due? O addirittura fino a quattro? L'analisi delle partite finora disputate parla chiaro. Quando sono andati sotto per primi, i biancorossi non sono mai stati capaci di recuperare. Quando sono andati in vantaggio per primi, sono sempre stati ripresi. E allora il Gus deve partire da questa analisi.
In sostanza, il Grosseto è carente sia nella capacità di sovvertire il risultato (ad eccezione del gol di Conteh sull'1-2 con il Gallipoli) sia nella capacità di gestione del vantaggio. Dato quest'ultimo che è emerso con forza per due volte nelle ultime due partite. I biancorossi - che pure evidenziano una superiorità tangibile palla a terra - concedono troppo spazio alle rimonte altrui. A Cittadella, invece, si è risolto in parità il conto con la fortuna: perché è vero che il palo scheggiato da Carobbio al 46' della ripresa avrebbe meritato di entrare in rete, ma è anche vero che sullo 0-0 i granata avevano centrato la base del palo con la punizione bomba di Pesoli. E se il Cittadella fosse andato in vantaggio, chissà come si sarebbe potuta decidere la partita... Tra l'altro, la punizione di Pesoli, passata sotto tutte le gambe, impone di rivedere qualcosa anche nei meccanismi della barriera. E comunque tutte le palle inattive richiedono un'attenzione che il Grosseto in questo momento non ha.
cora.
A proposito della superiorità del Grifone nella ricerca della manovra, c'è da dire che troppo poco questa è stata fatta valere nel corso dei 90'. Probabilmente troppi, specie nel primo tempo, sono stati i rilanci alla ricerca della testa di Pinilla: troppi e troppo lunghi. Scavalcare così il centrocampo avversario - oltretutto con una squadra così imbottita di piedi buoni - ha imposto al cileno un super lavoro. Mauricio è forte (e lo ha dimostrato due volte in occasione del gol) ma le palle sprizzate in elevazione su quei rilanci non hanno prodotto alcun effetto, se non quello di stancare la punta.
Pierluigi Sposato
In sostanza, il Grosseto è carente sia nella capacità di sovvertire il risultato (ad eccezione del gol di Conteh sull'1-2 con il Gallipoli) sia nella capacità di gestione del vantaggio. Dato quest'ultimo che è emerso con forza per due volte nelle ultime due partite. I biancorossi - che pure evidenziano una superiorità tangibile palla a terra - concedono troppo spazio alle rimonte altrui. A Cittadella, invece, si è risolto in parità il conto con la fortuna: perché è vero che il palo scheggiato da Carobbio al 46' della ripresa avrebbe meritato di entrare in rete, ma è anche vero che sullo 0-0 i granata avevano centrato la base del palo con la punizione bomba di Pesoli. E se il Cittadella fosse andato in vantaggio, chissà come si sarebbe potuta decidere la partita... Tra l'altro, la punizione di Pesoli, passata sotto tutte le gambe, impone di rivedere qualcosa anche nei meccanismi della barriera. E comunque tutte le palle inattive richiedono un'attenzione che il Grosseto in questo momento non ha.
cora.
A proposito della superiorità del Grifone nella ricerca della manovra, c'è da dire che troppo poco questa è stata fatta valere nel corso dei 90'. Probabilmente troppi, specie nel primo tempo, sono stati i rilanci alla ricerca della testa di Pinilla: troppi e troppo lunghi. Scavalcare così il centrocampo avversario - oltretutto con una squadra così imbottita di piedi buoni - ha imposto al cileno un super lavoro. Mauricio è forte (e lo ha dimostrato due volte in occasione del gol) ma le palle sprizzate in elevazione su quei rilanci non hanno prodotto alcun effetto, se non quello di stancare la punta.
Pierluigi Sposato
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