Italia
Calcio
Il Grosseto è distratto, secondo ko
dall'inviato Pierluigi Sposato
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VALERI L’australiano fra i più positivi contrasta BroscoI biancorossi reclamano un rigore per un fallo su D'Alessandro Arrembaggio inutile fino al fischio finale
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TRIESTE. È destino che non esca mai il segno X. È destino anche che il Grosseto sia condannato da svarioni difensivi evitabili. A Trieste, gli alabardati colpiscono in una delle pochissime occasioni avute, forse l'unica. Si arroccano e respingono ogni attacco biancorosso.
Nei primi minuti della partita l'unica cosa che decolla sono i fogli di carta spazzati lontano dalle raffiche del libeccio. Per il resto, gioco frammentato e azioni che si svolgono lontano dall'area. Il tutto condizionato, però, proprio dal vento, che disegna traiettorie infide e beffa assist e conclusioni. Grifone più vivace sulla fascia sinistra, dove Mora spinge e D'Alessandro ha iniziativa. Nef impazzisce al cospetto del trottolino della Roma e proprio da una percussione del Primavera nasce l'azione più pericolosa maremmana: l'esterno viene steso al limite dal difensore già ammonito, Gallione grazia (giustamente, dice il replay) gli alabardati e concede solo la punizione. D'Alessandro si ripete due minuti dopo ma il diagonale di Sansovini è impreciso. L'Unione non sfonda, il Grosseto conquista metri e palloni. Agazzi vede i biancorossi sempre più vicini e la Triestina sembra a un passo dal capitolare. Ma è il Grifone, a sorpresa, ad alzare bandiera bianca. Succede alla mezz'ora, quando la Triestina batte il suo primo corner: Sabato trova la testa di Nef e Nef trova lo spazio tra portiere e palo. La solita distrazione fatale in difesa. Il gol non spegne la lampadina del Grifone ma allo stesso tempo dà maggiore fiducia agli alabardati. La partita si sveglia e si fa anche più ruvida. Ma Gallione non ravvisa il rigore quando D'Alessandro va di nuovo giù in area al 42', mentre irrompe Cottafava: solo corner.
A inizio ripresa, Gotti irrobustisce la corsia più sofferente - quella destra - con Tabbiani, chiamando fuori Della Rocca e accentrando Sedivec. Il Gus risponde invertendo Job con D'Alessandro. Un brivido per uno nei primi dieci minuti, poi il Grifone stringe l'assedio ma non riesce a bucare la difesa alabardata nei tre corner consecutivi. La lucidità fa difetto a entrambe ma la lacuna, naturalmente, è più evidente in casa biancorossa. Fulmini sono quelli che si disegnano minacciosi quanto spettacolari sul cielo del Nereo Rocco. Ma fulmini sono anche quelli che scaturiscono dagli occhi del Gus, che definire inquieto è dire poco. Nel tentativo di sfondare la difesa giuliana, ecco l'esordio del cileno Pinilla, appena munito di transfer da Cipro. Ma le fatiche del Grosseto in attacco sono indicibili. Imprecisioni e improvvisazioni a non finire rendono più facile il compito della Triestina, che resiste anche ai cambi (Fautario e Vitiello) e all'ultimissimo assalto alla baionetta, in pieno recupero, con Acerbis proiettato in area per sfruttare i centimetri su corner. Senza contare che dalla mezz'ora su Trieste si abbatte la tempesta: acqua e vento fanno sgomberare gli spettatori dalla parte scoperta degli spalti mentre in campo il controllo del pallone è impossibile. Così dopo due giornate, il Grifone è ancora a quota zero.
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