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Il Grifone sbatte contro il Torino

Pierluigi Sposato
<strong>FOLLETTO.</strong> D’Alessandro salta l’avversario
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FOLLETTO. D’Alessandro salta l’avversario

"Gran Torino" non è solo il titolo di un film con Clint Eastwood. È una realtà amara, un muro su cui sbattere. Alla prima, i granata non steccano. Sbloccati dal gol delle mille proteste per fuorigioco, Bianchi e soci dilagano

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GROSSETO. "Gran Torino" non è solo il titolo di un film con Clint Eastwood. È una realtà amara, un muro su cui sbattere. Alla prima, i granata non steccano. Sbloccati dal gol delle mille proteste per fuorigioco, Bianchi e soci dilagano. Come due anni fa, a Modena, il Grifone annaspa all'esordio. Come due anni fa, finisce 3 a 0. Grosseto senza gol in casa: non accadeva dal 26 gennaio 2008.

C'è la calamita sulle scarpette dei granata. Chirurgici nei passaggi, implacabili nelle ripartenze, rapidissimi negli appoggi. Palla bassa e pedalare. Senza togliere nulla allo spettacolo. Qualche calcione di troppo, invece, nella manovra biancorossa, più impacciata, meno ordinata, verosimilmente orfana dell'estro dello squalificato Consonni. Qualche imbarazzo in difesa rischia di spianare la strada al Torino, che certo - talentuoso com'è - non ha bisogno di aiuti particolari. Tra il 6' e il 7' primi affondi da una parte e dall'altra, senza grattacapi per i portieri. Al 21' un retropassaggio errato mette in azione la macchina da guerra granata: Caparco copre bene lo specchio e para in tuffo il tiro di Di Michele. Sul capovolgimento, spint di D'Alessandro per Pichlmann che controlla ma tira alto. È il momento migliore per il Grifone, progressivamente padrone del campo. La retroguardia granata sottovaluta Job al 23' e consente all'ala di accentrarsi e tirare: il bolide sorvola di poco il "sette", Sereni resta a guardare. Scollamento tra i reparti, imprecisione al tiro e mano eccessivamente morbida di Bergonzi nei confronti del Toro non permettono al Grosseto di distendersi pericolosamente. Al 36' Job viene fermato irregolarmente nella ripartenza ispirata da Pichlmann e si accende un piccolo parapiglia, culminato con l'ammonizione di Rivalta. Al 42' Torino in vantaggio mentre il Grifone reclama un duplice fuorigioco: la terna non dice nulla e per Di Michele è un gioco insaccare da centroarea l'assist dalla destra. Applausi ironici, bordate di fischi e contestazione sonora; il tutto rivolto anche al presidente granata Cairo, sistemato in tribuna vip non distante da Beppe Dossena, mentre Bruno Giordano guarda la partita con due amici. L'uscita per il riposo è accompagnata da un fragore di insulti inusuale per lo Zecchini.

Si ricomincia a giocare e il Grosseto riprende a costruire. Purtroppo al 9' Job è in ritardo sul cross invitante di Mora. Ma la superiorità del Torino si concretizza dopo poco nel raddoppio. Fa tutto Bianchi: pallonetto che sbatte sulla traversa, pallone sulla linea, l'attaccante si precipita e insacca facile facile. L'impresa si complica. Il Gus cerca con Valeri solidità in mediana e con Carparelli malizia in attacco. Ma dieci minuti dopo ecco il 3 a 0: missile di Bianchi, Caparco immobile. E poi ci si mette anche Sereni, che al 29' vola per deviare in corner un tentativo di Sansovini capitano di giornata, e al 32' toglie a D'Alessandro il gusto del gol all'angolino alto. C'è poco da fare ormai. Il Toro controlla e alleggerisce la pressione, come all'87' quando Gasbarroni tira senza inquadrare lo specchio. Inutili tutti i cambi, il Grifone deve rassegnarsi.

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