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grosseto sport
Serve una mentalità vincente
Fabrizio Masini
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MANAGER. Paolo MinozziPaolo Minozzi, manager tappa buchi per la seconda stagione, subito dopo la chiusura della stagione ha ricevuto i ringraziamenti da parte di molti giocatori, Franco Casolari in primis, e anche dal presidente Ferri.
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GROSSETO. Paolo Minozzi, manager tappa buchi per la seconda stagione, subito dopo la chiusura della stagione ha ricevuto i ringraziamenti da parte di molti giocatori, Franco Casolari in primis, e anche dal presidente Ferri.
Soddisfatto di quanto ha potuto dare al Bbc?
«Devo dire di sì. Se diamo per scontato che il verdetto del campo non è sindacabile, viste le problematiche che abbiamo dovuto affrontare fin dallo scorso autunno quando non era chiaro se avremmo partecipato e con quale squadra all'Ibl».
Il presidente Ferri si è detto soddisfatto dei giovani, qual è il suo giudizio?
«Ci sono potenzialità da sviluppare, ma facciamo fatica a far capire certe cose, non sono stati insegnati loro i fondamentali, tra i quali la voglia di voler vincere, tipo quella che sempre viene identificata nei nettunesi. Per esempio la volontà di primeggiare che ha dimostrato a Godo il "nonno" De Franceschi. Tornando ai nostri ragazzi, dico che a 20 anni, però, si può ancora riuscire a far cambiare la mentalità e abbiamo l'obbligo, noi e loro, di farlo».
Cosa si sente di dire in conclusione?
«Intanto ringrazio i ragazzi, il lavoro è stato difficile, anche io ho fatto le mie esperienze il che vuol dire commettere errori. Ho visto comprensione e voglia nei più grandi e questo è stato importante. Per il prossimo anno ci sono molte incertezze, ma penso di poter continuare a fare qualcosa per questa società se mi verrà chiesto».
Soddisfatto di quanto ha potuto dare al Bbc?
«Devo dire di sì. Se diamo per scontato che il verdetto del campo non è sindacabile, viste le problematiche che abbiamo dovuto affrontare fin dallo scorso autunno quando non era chiaro se avremmo partecipato e con quale squadra all'Ibl».
Il presidente Ferri si è detto soddisfatto dei giovani, qual è il suo giudizio?
«Ci sono potenzialità da sviluppare, ma facciamo fatica a far capire certe cose, non sono stati insegnati loro i fondamentali, tra i quali la voglia di voler vincere, tipo quella che sempre viene identificata nei nettunesi. Per esempio la volontà di primeggiare che ha dimostrato a Godo il "nonno" De Franceschi. Tornando ai nostri ragazzi, dico che a 20 anni, però, si può ancora riuscire a far cambiare la mentalità e abbiamo l'obbligo, noi e loro, di farlo».
Cosa si sente di dire in conclusione?
«Intanto ringrazio i ragazzi, il lavoro è stato difficile, anche io ho fatto le mie esperienze il che vuol dire commettere errori. Ho visto comprensione e voglia nei più grandi e questo è stato importante. Per il prossimo anno ci sono molte incertezze, ma penso di poter continuare a fare qualcosa per questa società se mi verrà chiesto».
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