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Finanze pubbliche

Grosseto, la Corte dei Conti bussa al municipio: 4,5 milioni da “ricollocare” nel bilancio

di Massimiliano Frascino

	Il municipio di Grosseto (foto d'archivio)
Il municipio di Grosseto (foto d'archivio)

Dopo i rilievi dei giudici arriva la delibera: l’avanzo libero scende da 8,3 a 3,8 milioni

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GROSSETO. Da un paio d’anni l’opposizione chiedeva, all’approvazione del bilancio, perché mai il Comune non spendesse almeno una parte del cospicuo disavanzo. «La risposta che ci veniva data – spiega Giacomo Cerboni, consigliere comunale di Azione ed ex assessore alle finanze – verteva genericamente sul fatto che era meglio essere prudenti rispetto all’applicazione, perché andava capito cosa ne pensasse la Corte dei conti».

Lo scorso 3 agosto la Corte dei conti si è fatta viva con il Comune di Grosseto, intimandogli di rivedere proprio la classificazione dell’avanzo di bilancio, a seguito di quattro errori contabili contestati. Morale della favola, ieri è arrivata ai consiglieri comunali una delibera – che andrà in commissione il 22 e in consiglio comunale il 30 settembre – che ricolloca 4,5 milioni di euro ai quali vengono applicati dei vincoli di destinazione a norma di legge, sottraendoli di fatto all’avanzo di bilancio “libero” previsto dal rendiconto 2024.

Detta in soldoni, non c’è di fatto un buco di bilancio, ma le critiche sulla gestione dei residui da parte della Corte dei conti sono piuttosto pesanti. E soprattutto le contestazioni della Corte si traducono in una drastica riduzione della possibilità di spendere liberamente una quota importante dell’avanzo: dagli 8,38 milioni previsti dal rendiconto di bilancio, a 3,84 milioni.

Questo significherà rivedere diverse previsioni di spesa, perché quello che è incassato in seguito a contravvenzioni sensi degli articoli 148 e 208 del Codice della strada potrà essere speso solo per sicurezza, manutenzione, segnaletica, controlli e altre finalità indicate dalla legge. E in più andranno trovate entrate per 1,3 milioni di euro per pagare le rate dei mutui, cosa che significherà sottrarre quelle risorse ad altri possibili impieghi, salvo compensarle con maggiori entrate o minori spese.

«La cosa sinceramente scandalosa, al di là del merito delle contestazioni – sottolinea il capogruppo di Grosseto città aperta, Carlo de Martis – è che l’amministrazione comunale ha ricevuto la notifica dell’atto della Corte dei conti lo scorso 3 agosto. E nonostante nel dispositivo della deliberazione 156/2026 della Sezione regionale di controllo per la Toscana fosse richiamato l’obbligo di informare il consiglio comunale, solo oggi (ieri per chi legge) abbiamo ricevuto la delibera che recepisce le indicazioni dell’ente di controllo contabile. Il che la dice lunga sia sull’imbarazzo della giunta comunale, che sulla sua correttezza nei confronti dei consiglieri comunali». Al netto dell’aver ritenuto come risorse liberamente spendibili poste di bilancio vincolate, a complicare le cose è stato l’errato calcolo dei soldi da imputare a cosiddetto “fondo crediti di dubbia esigibilità” (Fcde).

Un fondo nel quale, fra le tante, finiscono gli importi delle contravvenzioni comminate dalla polizia municipale e accertate dal Comune, ma che non è detto riesca a incassare subito o integralmente. Per evitare di spendere entrate solo sulla carta, una parte viene accantonata nel fondo. Se negli anni successivi quel credito viene effettivamente riscosso, l’accantonamento si riduce e la quota prevista dalla legge deve essere trasferita tra le somme vincolate.

Carlo De Martis ha già chiesto l’accesso completo a tutti gli atti relativi al carteggio tra Comune e Corte dei Conti. «Quest’ultimo intervento della Corte – spiega il consigliere comunale – non va confuso con gli accertamenti che la stessa Corte aveva compiuto a inizio anno sulle modalità di gestione delle società partecipate da parte del Comune di Grosseto. Rispetto ai quali avevo chiesto chiarimenti all’assessore Fabrizio Rossi, che naturalmente non sono mai arrivati. Tutto questo dà l’idea nell’approssimazione complessiva con cui si amministra in Comune, per cui non escludo a priori che in futuro arrivino altre sorprese». De Martis fa riferimento alle censure a suo tempo espresse dalla Corte dei conti che aveva criticato l’amministrazione sollecitandola al «pieno ed effettivo esercizio delle prerogative e delle funzioni proprie del soggetto controllante, garantendo altresì un maggiore impulso ed una più marcata incisività dell’azione dell’Ente».

Oltre a denunciare l’allargamento, ritenuto illegittimo, del cda di Sistema, Gca e gli altri gruppi di opposizione avevano sollevato il problema dell’utilizzo dei proventi dei parcheggi incassati da Sistema «per coprire perdite di altri servizi anziché essere destinati – come prevede la legge – al miglioramento della viabilità cittadina. In altri termini: risorse che avrebbero dovuto servire per sistemare le nostre strade dissestate». Circa 500mila euro per ogni anno da recuperare a partire dal 2021, e altrettanti da reperire per gli anni a venire. «In caso contrario si rischiano squilibri economico-finanziari che potrebbero far scattare le procedure d’urgenza previste dall’articolo 148 bis del Tuel».
 

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