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Chirurgia “centralizzata” in Maremma, ecco come l’Asl riorganizza gli ospedali
Urgenze al Misericordia, altri presidi saranno “focus hospital”
GROSSETO. «Superare la mera uniformità dell’offerta sanitaria e valorizzare invece le specifiche vocazioni dei singoli ospedali». È quanto viene scritto dall’Asl Toscana sud est per motivare la riorganizzazione dell’attività chirurgica nella provincia di Grosseto e approvata dalla direzione generale. In pratica un nuovo modello organizzativo che, in Maremma, assegna al Misericordia un ruolo ancora più centrale per gli interventi complessi, dalla chirurgia all’urgenza, lasciando agli ospedali periferici quella parte di attività a medio-bassa complessità e programmabile, con specifiche specializzazione. Ovvero i cosiddetti “focus hospital”: al Sant’Andrea, ad esempio, ci si opera a un piede, al San Giovanni di Dio, invece, alla mano.
La riorganizzazione parte dai dati del 2025, constatando che la frammentazione di alcune attività su più ospedali non consente sempre di raggiungere i volumi indicati da decreti ministeri e altri parametri sanitari. In altre parole: le prestazioni non sono abbastanza. Per questo la scelta – in tutta la zona dell’Asl – di concentrare l’alta complessità e le attività sensibili nelle strutture maggiormente attrezzate, anche in termini di personale, spostando verso gli ospedali di base la casistica programmabile e meno complessa.
Le nuove direttive aziendali vanno quindi verso una netta distinzione dei ruoli. Per la chirurgia generale, la casistica oncologica e ad alta complessità dovrà essere centralizzata al Misericordia, così come l’urgenza chirurgica provinciale. A Grosseto dovrà quindi essere attivata una sala urgenze h24 sette giorni su sette. Parallelamente, la casistica a medio-bassa complessità dovrà essere decentrata dal capoluogo verso gli altri ospedali. Saranno inoltre create équipe “virtualmente uniche”, con i chirurghi della rete chiamati a collaborare nelle diverse sedi e nelle urgenze al Misericordia. Inoltre, sarà definita un’organizzazione che permetta a tutti i chirurghi della rete provinciale di partecipare a turni di guardia o pronta disponibilità per effettuare gli interventi urgenti.
Se al Misericordia si centralizzano funzioni, per quanto riguarda gli ospedali periferici (Orbetello, Massa Marittima e Castel del Piano) questi dovranno diventare dei “focus hospital”, cioè strutture con vocazioni precise. Massa Marittima sarà riferimento per chirurgia generale laparoscopica a bassa complessità, per la chirurgia al piede e della caviglia, gestione della traumatologia distrettuale dell’arto inferiore e delle estremità, infine per gli interventi di protesi ad anca e ginocchio. Il San Giovanni di Dio di Orbetello vede attribuita la chirurgia generale laparoscopica a bassa complessità, ma anche la traumatologia dello sport, la chirurgia della mano, attività di primo impianto ad anca, ginocchio e spalla. L’ospedale civile di Castel del Piano, invece, sarà il punto di riferimento per la chirurgia ambulatoriale, generale e ortopedica.
I numeri dei presidi spiegano queste decisioni. Nel 2025 a Massa Marittima sono stati eseguiti 9 interventi per tumore maligno del colon, contro una soglia di 50, e un solo intervento notturno di chirurgia generale. Le fratture del femore operate sono state 6, contro una soglia di 75; le protesi d’anca 24 e di ginocchio 36, contro una soglia di 100. In generale, secondo l’Asl il tasso di occupazione per la chirurgia generale è stato del 67%, per l’ortopedia il 52%.
A Castel del Piano invece gli interventi di chirurgia generale sono stati 56, mentre quelli di ortopedia 55. Tutti in regime ambulatoriale. A Orbetello gli interventi per tumore del colon sono stati 8, quelli notturni di chirurgia generale 11; le protesi d’anca e ginocchio 16 per tipo. Anche in questo caso il tasso di occupazione per la chirurgia generale è stato del 26%, per l’ortopedia del 22%. Insomma, non raggiungendo livelli di prestazione adeguati l’azienda ha deciso di razionalizzare: non più tutti gli ospedali chiamati a fare le stesse cose, ma una rete nella quale Grosseto accentra ciò che richiede maggiore complessità e i presidi periferici si specializzano sulla chirurgia programmata e a minore intensità.
E questo, verrebbe da pensare, con buona pace di chi invece chiede da tempo, anche di recente, di invertire certe tendenze o quanto meno di conservare le reti ospedaliere periferiche. È successo a maggio a Massa Marittima, dove il consiglio comunale all’unanimità – dopo una seduta che ha visto la presenza dei sindaci del comprensorio – ha chiesto a Regione ed Asl di mantenere invariato, tra le altre cose, il servizio di chirurgia h24; oppure a Orbetello, dove l’omonimo gruppo Bene Comune giusto un mese fa lamentava la riduzione delle attività in chirurgia, chiedendo un contestuale ripristino.
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